Sanità Molise: tra sfide, progressi e necessità di cambiamento.

La sanità molisana si trova ad affrontare una fase cruciale, segnata da un acceso dibattito che spesso assume connotazioni politiche, oscurando le complesse sfide strutturali e le timide, ma significative, evoluzioni in atto.
Lungi dall’essere un semplice “sfascio”, come frequentemente assertato in contesti pubblici, la realtà molisana è un mosaico di difficoltà e segnali di potenziale miglioramento, un sistema sanitario che, pur con le sue debolezze, sta cercando di riallinearsi agli standard nazionali.
Una delle criticità più pressanti è rappresentata dalla carenza di personale medico, in particolare di giovani professionisti.
Questo fenomeno non è esclusivo del Molise, ma qui si amplifica a causa di fattori demografici e socio-economici che rendono il territorio meno attrattivo rispetto ad altre regioni italiane.
La qualità della vita, intesa come equilibrio tra opportunità lavorative, servizi, infrastrutture e contesto sociale, gioca un ruolo determinante nella scelta della sede professionale, e il Molise, pur offrendo innegabili vantaggi in termini di tranquillità e contatto con la natura, fatica a competere con altre realtà più dinamiche.
Tuttavia, è imperativo riconoscere i progressi compiuti.
Un dato significativo e inequivocabile è la recente dichiarazione di “adempienza” del Molise nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in tutte le aree – ospedaliera, territoriale e di prevenzione – un risultato che colloca la regione tra le poche del meridione a garantire prestazioni sanitarie adeguate ai propri cittadini.

Questo successo, sebbene parziale, testimonia l’impegno e la professionalità del personale sanitario molisano, spesso operante in condizioni di risorse limitate.

Il confronto con altre realtà regionali evidenzia però aree di profondo miglioramento.
La popolazione molisana, in contrazione e con un tasso di invecchiamento elevatissimo, rende obsoleti modelli organizzativi ospedalieri concepiti per un contesto demografico diverso.

L’attuale struttura ospedaliera, mantenuta nonostante la diminuzione della popolazione e la bassa produttività (con una resa inferiore al 50% dei costi), risulta inefficiente e costosa.

La significativa spesa per la mobilità passiva, ovvero il trasferimento di pazienti verso altre regioni per prestazioni di media e bassa intensità, aggrava ulteriormente la situazione, drenando risorse che potrebbero essere impiegate per rafforzare l’offerta sanitaria locale.
Si rende dunque necessaria una revisione strategica del sistema sanitario regionale, che tenga conto delle mutate condizioni demografiche ed economiche.
Questo processo non può prescindere da un dibattito aperto e costruttivo, basato su dati oggettivi e proposte concrete, che superi le logiche di partito e le strumentalizzazioni mediatiche.

È fondamentale abbandonare la retorica facile e l’approccio demagogico, privilegiando invece un’assunzione di responsabilità condivisa e un impegno sincero per il bene comune.
In gioco c’è la salute e il benessere dei cittadini molisani, e richiedono un approccio serio, innovativo e orientato al futuro.
Un futuro in cui la sanità molisana possa non solo garantire l’accesso alle cure essenziali, ma anche offrire servizi di alta qualità, attrattivi per i professionisti sanitari e in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione in evoluzione.

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