Immergersi nel cuore pulsante dell’antica Sepino, un tempo Altilia, attraverso un’esperienza sensoriale ibrida che fonde la potenza della modellazione tridimensionale, la fruibilità della realtà virtuale e la suggestione dello storytelling digitale: è il cuore del progetto “Sepiverso – Sepino nel Metaverso”, presentato durante il recente Demo Day.
Questo viaggio virtuale non è una semplice ricostruzione storica, bensì una porta d’accesso a un passato vivo, un’iniziativa coraggiosa frutto della sinergia tra l’Università del Molise, lo studio Stress scarl e il Parco Archeologico di Sepino.
L’evento ha trasportato studenti, rappresentanti istituzionali e cittadini in un ambiente virtuale iperrealistico.
Attraverso visori VR, i partecipanti si sono trovati immersi nel Parco Archeologico e nel suo maestoso Teatro romano, accompagnati da due figure emblematiche: Valeria e Rufus, personaggi di epoca romana che fungono da guide narrative.
A completare l’esperienza, avatar di guide reali hanno arricchito il racconto con approfondimenti, curiosità e spiegazioni in diretta, creando un dialogo dinamico tra il passato e il presente.
“Sepiverso” va oltre la semplice didattica.
Si configura come un vero e proprio laboratorio di innovazione, un esempio tangibile di come l’istruzione superiore possa agire come catalizzatore di progresso e sviluppo territoriale.
Come sottolineato dal rettore dell’Università del Molise, Giuseppe Vanoli, l’iniziativa crea un ponte tra ricerca, cultura e comunità, superando le barriere tradizionali del sapere.
Il progetto incarna una visione lungimirante, che integra le discipline umanistiche con le più avanzate tecnologie.
L’obiettivo non è solo preservare e divulgare il patrimonio archeologico, ma anche renderlo accessibile e coinvolgente per le nuove generazioni, stimolando la loro curiosità e la loro passione per la storia.
Questa piattaforma innovativa apre nuove prospettive per la ricerca e la didattica, trasformando l’apprendimento in un’esperienza multisensoriale e interattiva.
“Sepiverso” non è solo un viaggio nel tempo, ma un investimento nel futuro, un modo per tramandare la memoria collettiva attraverso le lenti dell’innovazione digitale.
Il progetto pone le basi per un nuovo modo di fruire del patrimonio culturale, un approccio partecipativo e inclusivo, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato.

