A Campobasso, la Guardia di Finanza ha eseguito un complesso provvedimento di sequestro preventivo, estendendosi per un valore complessivo che supera il milione di euro, colpendo una società operante nel settore del trasporto pubblico extraurbano.
L’azione, disposta dal giudice per le indagini preliminari, si inquadra in un’indagine volta a reprimere un grave illecito finanziario, con il legale rappresentante dell’azienda denunciato per omessa versamento di ritenute certificate.
L’operazione ha portato alla sospensione di una considerevole quantità di risorse economiche, articolata in diverse forme di patrimonio: contanti per 157.000 euro, un portafoglio immobiliare comprendente 56 beni diversi – tra cui terreni agricoli e proprietà residenziali – stimato in circa 490.000 euro, e una quota significativa di azioni aziendali, pari a 383.000 euro.
Le indagini hanno rivelato un meccanismo fraudolento sistematico: la società, pur prelevando regolarmente le quote contributive direttamente dalle retribuzioni dei propri dipendenti, destinate a finanziare il sistema pensionistico e garantire la copertura previdenziale dei lavoratori, ometteva di versare tali somme all’INPS.
Questo comportamento, oltre a configurare una grave violazione degli obblighi legali e contrattuali, determina un’erosione delle fondamenta del sistema di welfare, esponendo a rischio la stabilità finanziaria di un intero settore e compromettendo il futuro pensionistico di centinaia di lavoratori.
Il procuratore Nicola D’Angelo ha sottolineato l’impatto di questo illecito in un contesto economico già fragile, evidenziando come l’evasione contributiva, anche quando apparentemente marginale, possa generare effetti a catena dirompenti per l’intera collettività.
Circa 200 lavoratori, ignari della situazione, si trovano ad affrontare le conseguenze di questa condotta illecita, che mina la fiducia nel sistema e mette a repentaglio la loro sicurezza economica.
La decisione di disporre il sequestro preventivo, mirata a preservare l’integrità del patrimonio aziendale, è stata motivata anche dalla necessità di evitare la dispersione delle risorse economiche, soprattutto in considerazione del fatto che la società continua ad operare.
L’azione dimostra l’efficacia della sinergia operativa tra Guardia di Finanza e autorità giudiziaria nel contrasto a fenomeni di economia sommersa e illegalità, tutelando gli operatori economici onesti, garantendo la correttezza del mercato e promuovendo il recupero di risorse illecitamente acquisite a beneficio della collettività, con un chiaro messaggio di deterrenza nei confronti di chiunque intenda eludere i propri obblighi contributivi e compromettere il benessere sociale.
L’operazione rappresenta un tassello importante nella lotta contro l’evasione fiscale e contributiva, fattori che erodono le risorse destinate a sostenere i servizi pubblici e a garantire la protezione sociale dei cittadini.

