La vicenda che ha coinvolto la sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, ha acceso l’attenzione pubblica e sollevato interrogativi sulla gestione del traffico e delle sanzioni amministrative nel centro urbano.
La rimozione forzata dell’auto della prima cittadina, avvenuta questa mattina nei pressi dell’Università, durante la sua partecipazione a un evento accademico, ha generato un’immediata reazione, comunicata dalla stessa sindaca a margine della presentazione di “Sabato al Borgo”, tenutasi a Palazzo San Giorgio.
L’episodio, seppur apparentemente isolato, si inserisce in un contesto più ampio di inasprimento delle misure di controllo della sosta selvaggia, come confermato dalla sindaca stessa, che ha riferito di aver ricevuto personalmente sanzioni per violazioni del codice della strada.
La rimozione del veicolo, eseguita dalla Polizia Municipale, non è stata un caso singolo, ma ha coinvolto diverse autovetture parcheggiate in aree riservate alla sosta esclusiva o in divieto di transito.
La dichiarazione della sindaca, che ha escluso di essere stata lei a parcheggiare l’auto nel luogo dove è stata poi rimossa, introduce elementi di mistero e apre a diverse interpretazioni.
Potrebbe trattarsi di un errore da parte della Polizia Municipale, di un atto di vandalismo, o di una situazione più complessa che richiede ulteriori accertamenti.
La vicenda, infatti, trascende la semplice contestazione di una violazione del codice della strada, toccando temi di rappresentanza istituzionale e di percezione dell’equità delle misure amministrative.
L’episodio solleva, inoltre, una riflessione più ampia sulla necessità di un equilibrio tra il rigore nell’applicazione delle norme e la comprensione delle esigenze dei cittadini.
L’aumento delle sanzioni, sebbene mirato a contrastare il fenomeno della sosta irregolare, rischia di generare malcontento e frustrazione, soprattutto se percepito come eccessivo o ingiusto.
È fondamentale che l’amministrazione comunale adotti un approccio trasparente e partecipativo nella definizione delle politiche di mobilità urbana, coinvolgendo i cittadini e le associazioni di categoria nella ricerca di soluzioni condivise e sostenibili.
La vicenda della sindaca Forte, dunque, si configura come un campanello d’allarme che invita a una revisione critica delle strategie di gestione del traffico e della sosta, al fine di promuovere una mobilità più efficiente, sicura e rispettosa delle esigenze di tutti.







