L’approvazione del ‘Programma trapianto metropolitano di midollo osseo’ segna un punto di svolta per l’assistenza sanitaria in Molise, come sottolineato dai commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo.
Questa decisione, in linea con le direttive governative e regionali che definiscono i protocolli di selezione dei donatori di cellule staminali emopoietiche, risponde a una lacuna critica nel sistema sanitario regionale e ambisce a riequilibrare le opportunità terapeutiche offerte ai pazienti.
Il trapianto di midollo osseo, riconosciuto come procedura salvavita e integralmente inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rappresenta un intervento cruciale per la cura di patologie emato-oncologiche, sia maligne che benigne.
Il Molise, fino ad oggi, si è distinto per l’assenza di una struttura ospedaliera dedicata a tale complessiva procedura, creando una situazione di svantaggio per i pazienti residenti.
L’impatto di questa carenza si è tradotto in un significativo flusso di pazienti verso centri specializzati in altre regioni.
Tra il 2016 e il 2020, la mobilità sanitaria indotta da questa necessità ha comportato una spesa complessiva di circa 7,9 milioni di euro, risorse che avrebbero potuto essere reinvestite direttamente nel sistema sanitario molisano.
L’attivazione del programma di trapianto non si configura dunque solo come una risposta a un’esigenza clinica impellente, ma anche come una misura strategica volta a ottimizzare l’allocazione delle risorse sanitarie e a promuovere un’equità nell’accesso alle cure.
La creazione di un centro specializzato consentirà di ridurre la dipendenza da strutture esterne, contenendo i costi legati alla mobilità passiva e garantendo percorsi diagnostico-terapeutici più rapidi e personalizzati.
Inoltre, l’avvio del programma rappresenta un’opportunità per lo sviluppo di competenze specifiche all’interno del personale sanitario molisano e per il rafforzamento della collaborazione con altri centri di eccellenza a livello nazionale e internazionale.
Si auspica che questa iniziativa contribuisca a elevare il profilo del sistema sanitario regionale e a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da patologie emato-oncologiche, offrendo loro una speranza concreta di guarigione e un futuro più sereno.
Il progetto non è solo un investimento in tecnologia e infrastrutture, ma soprattutto un investimento nel capitale umano e nella capacità di offrire cure all’avanguardia, promuovendo un modello di assistenza sanitaria centrato sul paziente e orientato ai risultati.






