Il quadro occupazionale del Molise, delineato dall’analisi congiunturale del Sistema Informativo Excelsior (elaborazione Unioncamere e Ministero del Lavoro, cofinanziato dall’Unione Europea), proietta per il trimestre ottobre-dicembre un incremento di 4.920 nuove opportunità lavorative.
Questo dato, pur rappresentando una segnale positivo, rivela dinamiche strutturali che meritano un’attenta riflessione.
L’analisi evidenzia una marcata prevalenza di contratti a termine (83% del totale), contrapposta a una quota, seppur significativa, di inserimenti stabili (17%), attraverso contratti a tempo indeterminato o apprendistato.
Tale squilibrio riflette una tendenza diffusa nel panorama occupazionale italiano, ma che nel Molise si manifesta con particolare intensità, sollevando interrogativi sulla qualità e sulla durabilità dei nuovi posti di lavoro generati.
Il settore dei servizi emerge come principale motore di questa crescita, assorbendo il 63% delle nuove assunzioni.
Parallelamente, la micro e piccola impresa (meno di 50 dipendenti) si conferma come il principale volano occupazionale, accogliendo l’81% delle nuove entrate.
Questa concentrazione nelle realtà aziendali più piccole sottolinea la fragilità e la precarietà che spesso caratterizzano il tessuto produttivo regionale.
Un aspetto rilevante è la distribuzione delle nuove assunzioni per livello di qualifica: solo l’11% è destinato a figure professionali di elevato profilo (dirigenti, specialisti e tecnici), un dato significativamente inferiore alla media nazionale (17%).
Questo suggerisce una potenziale carenza di competenze specialistiche e una limitata possibilità di crescita professionale per i giovani talenti del Molise.
L’analisi demografica rivela che il 22% delle nuove opportunità lavorative è rivolto a giovani under 30, una percentuale che, sebbene incoraggiante, potrebbe necessitare di ulteriori stimoli per contrastare il fenomeno della dispersione dei talenti.
Il 17% delle assunzioni è destinato a personale immigrato, testimoniando un ruolo sempre più rilevante degli immigrati nel mercato del lavoro regionale.
Solo il 9% delle nuove posizioni richiede un titolo di laurea, indicando una predominanza di figure professionali con competenze tecniche specifiche.
Il requisito dell’esperienza professionale, richiesta nel 66% dei casi, pone una barriera significativa per i giovani e per chi rientra nel mercato del lavoro dopo un periodo di inattività.
La difficoltà di trovare i profili professionali ricercati, lamentata dal 47% delle imprese, evidenzia un mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che necessita di interventi mirati per favorire l’aggiornamento delle competenze e la specializzazione professionale.
L’effettivo sviluppo occupazionale del Molise dipende dalla capacità di affrontare queste sfide strutturali, promuovendo una maggiore stabilità contrattuale, incentivando l’assunzione di figure qualificate e facilitando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.







