Molise contro il marginalismo: mobilitazione per diritti infrastrutturali

Il Molise alza la voce, mobilitando le proprie forze sindacali e associative per contrastare una crescente marginalizzazione infrastrutturale che rischia di compromettere lo sviluppo socio-economico del territorio.

La Uil, in collaborazione con Uil Trasporti e Adoc, ha programmato un significativo presidio davanti al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 18 novembre, un atto di protesta e di richiesta di intervento urgente da parte del Governo.
La sospensione del servizio ferroviario sulla tratta Isernia-Venafro, imposta da Rfi e Trenitalia dal 22 settembre, rappresenta l’ultima, drammatica conferma di una condizione di isolamento che affligge il Molise da anni.
Questo blocco, aggravato da una gestione percepita come carente di trasparenza e di comunicazione, ha esacerbato le difficoltà di una regione già penalizzata da collegamenti insufficienti e da una connettività inadeguata.
La popolazione, composta da pendolari, studenti, lavoratori e residenti, si trova a fronteggiare incertezze crescenti sui tempi di ripristino del servizio e sull’impatto che questa situazione avrà sul futuro del territorio.
La soluzione temporanea dei bus sostitutivi, pur essendo necessaria, non riesce a compensare le perdite di qualità, puntualità e accessibilità che caratterizzano il servizio ferroviario.
Si tratta di un palliativo che non affronta le cause profonde di un problema strutturale, legato a scelte di investimento infrastrutturale spesso orientate verso aree geografiche diverse, a discapito del Molise.
Le richieste delle organizzazioni sindacali e dell’associazione dei consumatori non si limitano al ripristino immediato della linea ferroviaria.

Si auspica, con urgenza, il collegamento della regione alle reti ad alta velocità, in particolare a quella di Benevento, attraverso una politica di intermodalità che favorisca l’integrazione tra diverse modalità di trasporto.

Tale collegamento non è concepito come una rivendicazione di privilegi, ma come un diritto fondamentale: quello a una mobilità moderna, efficiente e inclusiva, capace di rispondere alle esigenze di una comunità che aspira a un futuro di crescita e di opportunità.

L’appello lanciato alle altre associazioni di categoria e ai movimenti civici mira a creare un fronte comune, un’azione concertata che amplifichi la voce del Molise e che sollecitino il Governo a rivedere le politiche di sviluppo infrastrutturale, garantendo al territorio un ruolo attivo e paritario all’interno del sistema nazionale.
Il Molise non può accettare un destino di marginalità, ma rivendica con forza il diritto a una mobilità che sia espressione di equità e di pari opportunità per tutti i suoi cittadini.

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