Sciopero simbolico dei pensionati: un allarme per il futuro del Paese.

L’azione proposta dalla Uil Pensionati, un “sciopero simbolico” per voce dei suoi iscritti, si configura come un segnale d’allarme dal cuore del Paese, un monito rivolto a istituzioni e opinione pubblica.

Più che una mera protesta, si tratta di un’esibizione, una messa in scena della cruciale importanza che i pensionati rivestono nel panorama sociale ed economico italiano, in particolare nelle realtà regionali come il Molise, dove il loro contributo è spesso determinante.
I pensionati non sono semplici beneficiari di un sistema previdenziale; essi rappresentano un pilastro silenzioso ma fondamentale per la tenuta del tessuto comunitario.

Il flusso di risorse che dalle loro pensioni alimenta l’economia locale, sostenendo attività commerciali e servizi, è un fattore trainante.
Al di là dell’impatto economico diretto, il loro ruolo si estende al supporto delle nuove generazioni, spesso supplendo a lacune nell’assistenza familiare e contribuendo, con risorse e tempo, alla vita sociale e culturale del territorio.

L’impegno nel volontariato, la partecipazione alla vita civica, il mantenimento di tradizioni e saperi locali: tutto concorre a definire il valore inestimabile di questa fascia di popolazione.
L’azione simbolica vuole rendere tangibile, per un momento, l’effetto domino che si verrebbe a generare qualora questo sostegno venisse meno.
Un’assenza collettiva, per quanto temporanea, permetterebbe di visualizzare la precarietà che si verrebbe a creare, soprattutto in quelle aree interne e marginali che dipendono in modo cruciale da questo flusso di risorse e di competenze.

Non si tratta di un atto di ribellione, ma di una drammatizzazione volta a sollecitare una riflessione seria e urgente.
La Uilp Molise, in particolare, solleva con forza un quadro di difficoltà crescenti che gravano sui pensionati: l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione galoppante, l’impennata del costo della vita che rende sempre più difficile vivere dignitosamente, l’accesso sempre più difficoltoso a servizi sanitari essenziali e a un sistema di assistenza socio-assistenziale ormai al collasso.
Si assiste a un progressivo restringimento delle opportunità, a una diminuzione della qualità della vita, alimentata da politiche previdenziali inadeguate e da un welfare state in profonda crisi.
La difesa delle pensioni non è quindi solo una questione economica, ma un imperativo etico, un atto di giustizia nei confronti di coloro che hanno dedicato la loro vita al lavoro e al progresso del Paese.

È un dovere morale riconoscere e tutelare la dignità e il benessere di chi ha contribuito in modo significativo alla costruzione della società italiana, garantendo loro una vecchiaia serena e protetta, lontana dalla precarietà e dall’emarginazione.

Il “sciopero simbolico” è un appello alla responsabilità, un monito a non dimenticare chi, con il proprio impegno quotidiano, continua a sostenere il futuro del nostro Paese.

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