Molise a festa: la Fiamma Olimpica accende speranza e orgoglio.

Il Molise si è vestito a festa, accogliendo con entusiasmo il passaggio del testimone olimpico: la Fiamma che prelude ai Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026.

Un’onda di calore umano, contrastante con il pungente freddo invernale, ha travolto le principali città regionali, da Termoli a Campobasso, fino a Isernia, proiettando il piccolo territorio in un’orbita di simbolismo e speranza.
A Termoli, il corteo dei tedofori ha intessuto un percorso suggestivo, pulsando nel cuore della città vecchia e nuova.
L’itinerario, un affresco di storia e devozione, ha abbracciato il Monumento, il Corso Nazionale, il Borgo Antico con la sua atmosfera secolare e il Duomo, custode di secoli di fede, culminando nella piazza Vittorio Veneto, punto di incontro e di festa.
Il Sindaco Nicola Balice ha evocato l’eco dei valori originari, che risuonano ancora oggi, richiamando l’antica Grecia, culla dell’Olimpiade, dove la fiamma era simbolo di sacralità e competizione nobile.

Oggi, più che mai, la Fiamma Olimpica incarna valori universali: la vitalità intrinseca alla vita, la forza della solidarietà, l’unità necessaria per superare le sfide del presente e la pace, un bene prezioso da coltivare.
Il culmine dell’evento a Campobasso si è materializzato nell’accensione del braciere olimpico, un faro di luce in una serata gelida.
La piazza Vittorio Emanuele e le vie adiacenti si sono animate di una folla commossa e partecipe, testimoniando un’emozione condivisa.

Un tocco di unicità è stato offerto dalla presenza inattesa di uno dei Misteri, le figure enigmatiche e affascinanti che incarnano la processione del Corpus Domini, un evento profondamente radicato nella cultura molisana, arricchendo ulteriormente il significato del passaggio della fiamma.
Questa convergenza di tradizioni, la fiamma olimpica e i Misteri, ha creato un’immagine potente del Molise, una regione che custodisce con cura le proprie radici pur aprendosi con entusiasmo al futuro.

Ad Isernia, l’accoglienza è stata altrettanto sentita, con le autorità locali – il Sindaco Piero Castrataro, l’Assessore comunale allo Sport Gemma Laurelli e il Presidente della Provincia Daniele Saia – a dare il benvenuto al simbolo universale di pace e speranza.

Il percorso, lungo oltre cinque chilometri, ha visto il coinvolgimento di ventisei tedofori, un mosaico di volti e storie, e ha avuto inizio in Corso Risorgimento, per concludersi in Viale 3 Marzo.

L’onore di accendere il corteo è stato conferito a Nicola Fabrizio, un uomo di Vasto di ottantatré anni, che ha già avuto il privilegio di portare la fiamma olimpica, un gesto che ha suscitato grande orgoglio nella comunità locale.

L’Assessore Laurelli ha sottolineato come la Fiamma Olimpica trascenda i confini dello sport, rappresentando un patrimonio di valori che spaziano dalla pace all’unione, dalla speranza al rispetto, e ha affermato che Isernia, accogliendo la fiamma, dimostra di saper abbracciare i valori più elevati dello sport e di contribuire a diffonderli nel mondo.

La Fiamma può essere partita, ma i suoi valori rimangono, incisi nel cuore e nella memoria della comunità molisana, un’eredità preziosa per le generazioni future.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap