(Adnkronos) – Dopo una fase di relativa stabilizzazione, i prezzi di benzina e gasolio hanno ripreso a salire in Italia, spinti soprattutto dall’aumento del petrolio legato al conflitto in Medio Oriente e dalla volatilità dei mercati energetici. Secondo i dati più recenti, il prezzo medio della benzina è tornato intorno a 1,76 euro al litro, mentre il diesel si attesta sopra i 2 euro, dopo aver già sfiorato livelli record nelle settimane precedenti. Le previsioni per il mese di aprile e inizio maggio restano orientate ad una ulteriore crescita dei prezzi. Da un lato, il prezzo del greggio resterà sopra i 100 dollari al barile continuando a sostenere la crescita dei prezzi dei carburanti, dall’altro, si aggiungono fattori strutturali come la riduzione della capacità di raffinazione in Europa e una maggiore dipendenza dalle importazioni. Alcune associazioni di categoria, in particolare nel settore dell’autotrasporto, parlano apertamente di rischio di ulteriori rincari, con scenari che ipotizzano il gasolio anche verso i 3 euro al litro in caso di peggioramento della situazione internazionale. Nel contesto attuale dei mercati energetici, il diesel rappresenta il vero punto di fragilità del sistema carburanti europeo, molto più della benzina. La ragione è soprattutto strutturale, in Europa, e quindi anche in Italia in particolare, il gasolio continua a essere il carburante dominante per il trasporto merci, la logistica muove l’economia e, in teoria i camion non posso fermarsi. Questo rende la domanda di gasolio particolarmente rigida, difficilmente comprimibile anche in presenza di forti aumenti di prezzo. A questa dinamica pero’ si aggiunge un secondo elemento, ancora piu’critico, l’Europa in generale produce meno diesel di quanto ne consuma. Negli ultimi anni, complice la transizione energetica e la chiusura o riconversione di diversi impianti di raffinazione, la capacità produttiva interna si è notevolmente ridotta. Il risultato è una crescente dipendenza dalle importazioni di questo tipo di carburante. Inoltre, non è cosi’ semplice aumentare rapidamente la produzione di diesel. Le raffinerie hanno dei vincoli tecnici legati alla tipologia di greggio e alla configurazione degli impianti, che limitano la possibilità di modificare nel breve periodo il mix produttivo tra benzina e gasolio. Il risultato reale sarà non di restare senza diesel, ma potrebbe diventare ancora più caro, più volatile e, in alcuni casi, temporaneamente meno disponibile a livello locale.
—motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Carburanti: prezzi ancora in risalita nelle prossime settimane, ma sulla benzina non c’è emergenza. Il vero rischio sarà il diesel
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