Animali vivi nei mercati, associazioni chiedono verifiche a Ivrea e Rivarolo
La coalizione Non in vendita ha annunciato denunce e promosso una petizione per vietare la vendita nei mercati piemontesi.
Condizioni di detenzione e aspetti igienico-sanitari sono al centro dell’inchiesta realizzata dalla coalizione Non in vendita nei mercati di Ivrea e Rivarolo Canavese. Il raggruppamento di associazioni animaliste ha raccolto immagini e video tra il 2025 e il 2026, mostrando il materiale il 10 ottobre durante la trasmissione “Mi manda Rai 3”.
Secondo quanto denunciato dalla coalizione, sarebbero stati documentati animali malati, feriti o mantenuti in gabbie strette, anche durante giornate molto calde. Tra gli episodi citati figurano quaglie ferite, un pollo agonizzante e uccelli esposti al sole con temperature vicine ai 40 gradi. L’inchiesta avrebbe inoltre evidenziato la presenza, sui banchi, di animali vivi accanto a uova e resti di carne conservati in contenitori non protetti.
Una parte degli accertamenti avrebbe riguardato anche un’azienda agricola dell’Eporediese indicata come collegata alla vendita degli animali. Le associazioni riferiscono di avere avviato denunce sui casi documentati e hanno promosso una petizione, che ha raggiunto circa 200 firme, per chiedere alla Regione di vietare la vendita di animali vivi nei mercati.
A Ivrea l’amministrazione ha annunciato un incontro con i gruppi animalisti e ha chiesto a polizia municipale e guardie ambientali di rafforzare i controlli. Anche il sindaco di Rivarolo ha espresso disponibilità al confronto. L’Asl To4 ha ricordato che i servizi veterinari svolgono controlli programmati, integrabili in presenza di segnalazioni, allerte o specifiche non conformità.





