domenica 31 Agosto 2025
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Catanzaro

Aggressione a Corigliano: lite al drive-in sfocia in violenza.

Nella notte, l’atmosfera apparentemente ordinaria di un centro commerciale a Corigliano Rossano si è frantumata in un’escalation di violenza, culminata in un grave episodio di aggressione armata che ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine e dei soccorsi sanitari.

I Carabinieri del Reparto Territoriale, collaborando con la Procura della Repubblica di Castrovillari, hanno proceduto al fermo di due uomini, cugini ventunenne e venticinquenne entrambi residenti a Rossano, in seguito alla ferita riportata da un giovane di ventuno anni.

L’evento, nato da una contesa apparentemente banale – una questione di precedenza al servizio “drive-in” di un fast food – ha degenerato rapidamente.

Secondo le prime indagini, i due indagati, in un primo momento, avrebbero manifestato la loro frustrazione danneggiando l’autovettura della vittima.

Questo atto vandalico ha preceduto una violenta aggressione fisica, che ha visto l’utilizzo di un’arma da taglio contro il giovane e una ragazza che lo accompagnava.

La dinamica precisa degli eventi rimane al vaglio degli inquirenti, i quali stanno analizzando testimonianze e repertorio di immagini per ricostruire integralmente la sequenza delle azioni.

La gravità delle lesioni riportate dal giovane ha reso necessario un percorso di cura complesso e articolato.
Dopo i primi soccorsi nel pronto soccorso di Corigliano, il ragazzo è stato trasferito d’urgenza nel nosocomio di Rossano, per poi essere ulteriormente trasportato all’ospedale di Cosenza, centro specializzato per la gestione di traumi di tale entità.

Al momento, la prognosi resta incerta, e i medici stanno valutando l’opportunità di procedere a un secondo intervento chirurgico per minimizzare le possibili sequele permanenti.
Il delicato stato di salute del ferito sottolinea la serietà dell’episodio e la necessità di un’indagine approfondita sulle cause e le responsabilità.
Parallelamente all’assistenza medica, le autorità giudiziarie hanno avviato le procedure legali nei confronti dei due fermati, che sono stati rinchiusi nel carcere di Castrovillari, in attesa di un interrogatorio formale e di un eventuale rito processuale.
L’episodio solleva interrogativi sulla gestione delle tensioni sociali e sull’uso della violenza come risposta a conflitti apparentemente marginali, evidenziando l’importanza di promuovere la cultura del dialogo e della convivenza pacifica all’interno della comunità.
Le indagini proseguono a ritmo serrato, con l’obiettivo di accertare tutti gli elementi di fatto e di definire con precisione le responsabilità di ciascun coinvolto.

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