Un anziano di settantacinque anni è stato sottoposto a fermo da parte dei Carabinieri di Belvedere Spinello, con l’ipotesi di aver innescato un vasto incendio boschivo che il 25 settembre ha colpito la Timpa del Salto, un’area di pregevole valore naturalistico.
L’evento, a breve distanza dalla stagione più critica per i roghi, solleva interrogativi profondi sulle cause e sulle dinamiche che possono portare a tali devastazioni.
La scoperta è avvenuta durante un regolare servizio di controllo del territorio da parte dei militari, che hanno rilevato la presenza di una anomala colonna di fumo nero che si levava da una zona rurale.
Immediatamente allertati i Vigili del Fuoco, i Carabinieri si sono prontamente diretti verso la sorgente del fumo, riuscendo a localizzare rapidamente l’area di propagazione delle fiamme.
Le indagini, condotte con attenzione e meticolosità, hanno portato all’identificazione del presunto responsabile: un uomo di settantacinque anni, rinvenuto poco distante dall’epicentro dell’incendio, con lesioni significative, tra cui ustioni di severa entità agli arti inferiori.
La gravità delle ferite ha reso necessario il suo trasporto in elisoccorso presso una struttura ospedaliera specializzata nella gestione di ustioni complesse, dove attualmente si trova in cura.
La vastità dell’incendio ha richiesto un intervento coordinato e prolungato.
Squadre specializzate di Calabria Verde, in stretta collaborazione con i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine, hanno operato incessantemente per arginare la propagazione delle fiamme, prevenendo il coinvolgimento di abitazioni circostanti e minimizzando l’impatto ambientale.
La rapida e resiliente risposta delle squadre di soccorso ha contribuito a contenere i danni, ma la perdita di una porzione significativa di bosco rappresenta una ferita profonda per il territorio.
L’episodio riapre il dibattito sulla prevenzione degli incendi boschivi, evidenziando la necessità di un approccio integrato che coinvolga controlli più rigorosi, sensibilizzazione della popolazione e monitoraggio costante del territorio, soprattutto in periodi di elevato rischio.
Le motivazioni alla base dell’azione dell’anziano, al momento in fase di accertamento, potrebbero essere legate a fattori accidentali, negligenza o, come non esclude l’inchiesta, a un atto doloso.
La ricostruzione degli eventi e l’accertamento delle responsabilità saranno cruciali per comprendere appieno la dinamica e adottare misure preventive più efficaci in futuro.
La tutela del patrimonio naturale, un bene comune irrinunciabile, richiede un impegno collettivo costante e vigile.







