L’attività di controllo del territorio, esercitata con diligenza dai carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni, ha condotto all’arresto di una coppia intenta a eludere i controlli presso gli imbarcaderi, proveniente dalla Sicilia.
L’operazione, svoltasi in un contesto di crescente attenzione alla criminalità organizzata che utilizza il traffico marittimo per la distribuzione di sostanze illecite, ha portato alla luce un ingente quantitativo di droga destinato presumibilmente al mercato calabrese.
L’attenzione dei militari è stata immediatamente focalizzata su un veicolo che, seppur in apparenza ordinario, manifestava elementi che destavano sospetto.
Il comportamento dei due adulti, visibilmente agitati e poco collaborativi, ha suggerito ai carabinieri di approfondire le verifiche.
La presenza di minori a bordo, circostanza che aggrava la situazione dal punto di vista umano e che implica una riflessione sulle modalità di coinvolgimento dei bambini in attività illecite, ha ulteriormente motivato la decisione di procedere con una scrupolosa perquisizione del veicolo.
Il ritrovamento, all’interno di un borsone posizionato ai piedi della passeggera, ha confermato i sospetti dei carabinieri: tre confezioni sigillate contenenti cocaina per quasi un chilogrammo e ben cinquantaquattro panetti di hashish, per un peso complessivo approssimativo di sei chilogrammi.
La quantità di droga rinvenuta indica un’operazione di rilevanza, presumibilmente legata a una rete più ampia di trafficanti.
Gli arrestati, entrambi residenti in territorio reggino, sono stati trattenuti in caserma per le formalità di rito e successivamente tradotti presso la Casa Circondariale del capoluogo, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha avviato le indagini per accertare l’origine della droga, le modalità di trasporto e l’identità dei complici coinvolti nell’operazione.
Un aspetto cruciale del caso riguarda la tutela dei minori.
In seguito all’arresto dei genitori, i bambini sono stati affidati a familiari stretti, garantendo la continuità delle loro relazioni affettive e il loro benessere psicologico, elementi fondamentali in un momento così delicato e traumatico.
L’episodio solleva interrogativi sulla vulnerabilità dei bambini e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e protezione per contrastare il coinvolgimento dei minori in attività criminali, con particolare attenzione ai possibili danni psicologici e sociali derivanti da un’esposizione precoce ad ambienti degradati e pericolosi.
L’azione dei carabinieri, oltre all’arresto dei responsabili, si configura come un atto di protezione nei confronti dei minori, testimoniando l’impegno delle forze dell’ordine nella salvaguardia della legalità e nella tutela dei diritti fondamentali dei bambini.







