La notte scorsa, l’autostrada A2 del Mediterraneo, cruciale arteria di collegamento tra la Calabria ionica e il resto della penisola, è stata teatro di un episodio drammatico che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia.
Un veicolo, per cause ancora in corso di accertamento, ha imboccato l’autostrada in senso contrario, percorrendo un tratto considerevole tra Pizzo e Lamezia Terme, in un contesto aggravato dall’elevato volume di traffico tipico dei periodi di esodo post-festività.
La situazione, carica di potenziale pericolo, ha immediatamente messo in allarme le autorità, che hanno mobilitato un complesso sistema di intervento coordinato.
L’efficacia della risposta è stata determinante per scongiurare un impatto frontale catastrofico.
La sezione di Vibo Valentia della Polizia Stradale ha immediatamente attivato una manovra di sicurezza, replicando l’azione di una Safety Car.
Questo protocollo, volto a mitigare il rischio e a creare una “bolla di sicurezza” attorno al veicolo anomalo, ha permesso di ridurre gradualmente la velocità del flusso veicolare in avvicinamento.
Parallelamente, il comando di Polizia Stradale di Lamezia Terme, agendo in sinergia con la centrale operativa autostradale, ha avviato una ricerca mirata per individuare e bloccare il veicolo fuori controllo.
La centralizzazione delle informazioni, garantita dal Centro Operativo Autostradale (COA), ha permesso una gestione ottimale delle risorse e una rapida condivisione dei dati, cruciale per anticipare le mosse del conducente e minimizzare i tempi di intervento.
L’episodio solleva interrogativi importanti sulla sicurezza autostradale, sulla segnaletica, e sul potenziale ruolo di sistemi di monitoraggio avanzati, capaci di rilevare anomalie nel flusso del traffico e di avvisare tempestivamente le autorità.
Mentre le indagini per accertare le responsabilità e ricostruire la dinamica dell’accaduto sono in corso, un un.

