Cosenza, come ogni tessuto sociale calabrese, si presenta come un organismo complesso, un intreccio di dinamiche e sfide che richiedono un’analisi approfondita, al di là di semplificazioni appiattite.
Il neo questore Antonio Borelli, subentrando a Giuseppe Cannizzaro, ora impegnato in un ruolo cruciale come Commissario straordinario per le persone scomparse, sottolinea l’importanza di abbandonare preconcetti e pregiudizi che potrebbero offuscare la comprensione reale del contesto.
L’esperienza professionale del questore Borelli, costellata da incarichi di responsabilità – dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico di Catanzaro al ruolo di Vicario a Messina, fino all’impegno a Roma come Ispettore Generale presso il Ministero dell’Interno – gli conferisce una prospettiva ampia e matura per affrontare le problematiche cittadine.
“Comprendere la complessità di Cosenza significa instaurare un dialogo fiducioso con i suoi abitanti,” afferma Borelli, evidenziando la necessità di costruire un rapporto di collaborazione e trasparenza con la comunità.
La fiducia dei cittadini rappresenta il motore di un circolo virtuoso che potenzia l’efficacia dell’azione di tutte le forze dell’ordine.
Un aspetto cruciale, secondo il questore, è l’attenzione alle periferie, spesso marginalizzate e vulnerabili.
Tuttavia, non si può trascurare l’importanza di monitorare anche il centro urbano, dove i segnali di disagio sociale possono manifestarsi in forme subdole.
L’osservazione attenta e la segnalazione da parte dei cittadini rappresentano uno strumento prezioso per identificare tempestivamente situazioni di rischio, non solo legate alla criminalità, ma anche ad altre forme di marginalità e precarietà.
Borelli illustra, a questo proposito, un esempio emblematico: un parco immerso nell’oscurità.
“L’illuminazione non è solo una questione di sicurezza, ma di vivibilità urbana.
Un parco illuminato diventa uno spazio di aggregazione e socializzazione, accessibile a tutti.
L’assenza di luce, al contrario, favorisce l’insorgere di fenomeni di devianza.
” Questa riflessione sottolinea come la sicurezza urbana non dipenda unicamente dall’azione delle forze dell’ordine, ma richieda un approccio integrato che coinvolga l’amministrazione comunale e la comunità.
Il questore si focalizza poi su temi particolarmente sentibili, quali lo spaccio di droga e la vendita illegale di alcolici ai minori.
“La tutela della legalità e la protezione dei giovani sono priorità assolute,” dichiara Borelli, annunciando una stretta vigile su queste attività illecite e la possibile stipula di protocolli d’intesa con gli esercenti, in particolare con i titolari delle discoteche, per garantire il rispetto delle normative.
Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a promuovere una cultura della legalità e a prevenire il fenomeno della criminalità minorile.
L’obiettivo finale è costruire una Cosenza più sicura, inclusiva e attenta al benessere dei suoi cittadini.

