Un atto di disobbedienza civile ha interrotto i preparativi per il concerto di Capodanno a Cosenza, con un gruppo di famiglie sfrattate che ha occupato il palco destinato a Brunori Sas.
L’azione, portata avanti dal collettivo Prendocasa, si configura come una denuncia pubblica e urgente di una crisi abitativa che affligge la città e l’intera regione Calabria.
Il noto cantautore, a testimonianza della sua sensibilità sociale, ha prontamente annunciato la devoluzione del suo compenso in beneficenza, riconoscendo la legittimità della protesta.
L’occupazione del palco, un gesto simbolico carico di significato, non mira a screditare Brunori Sas, bensì a sollecitare un intervento concreto da parte delle istituzioni locali.
Come sottolinea Ferdinando Gentile, attivista di Prendocasa, l’azione è un appello disperato per un cambiamento radicale nell’approccio al diritto all’abitazione, un diritto costituzionale negato a centinaia di famiglie cosentine.
La drammaticità della situazione emerge dalla constatazione che, nonostante il possesso dei requisiti necessari, molte famiglie non percepiscono il contributo regionale per l’affitto (“fitto casa”) dal 2023, a causa dell’incapacità dell’amministrazione regionale di reperire i fondi dovuti.
A questa paralisi burocratica si aggiunge il blocco delle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari, lasciando le famiglie in una condizione di precarietà e incertezza.
Il sentimento dominante è quello di frustrazione, alimentato da anni di promesse non mantenute e di continui spostamenti di responsabilità.
La denuncia di Prendocasa va oltre la mera mancanza di risorse finanziarie.
Si pone l’accento su una profonda rilettura delle politiche abitative, con un rifiuto di soluzioni palliative e di interventi gestiti da interessi consolidati.
L’auspicio è quello di un piano straordinario per il diritto all’abitare, che garantisca a ogni famiglia la possibilità di accedere a un alloggio dignitoso e stabile, liberandola dalla spirale dell’emergenza abitativa.
La critica si rivolge anche a un sistema che privilegia la speculazione edilizia e la creazione di clientele politiche, perpetuando un modello di sviluppo urbano insostenibile e iniquo.
Il gesto di Prendocasa rappresenta una chiamata urgente alla responsabilità politica e civile, un monito a non sottovalutare la gravità della crisi abitativa e a dare priorità assoluta al diritto fondamentale alla casa per tutti i cittadini.
La protesta si configura non come un atto di violenza, ma come un’azione pacifica e determinata a rivendicare un diritto inalienabile e a sollecitare un cambiamento profondo e duraturo.

