Crotone, Protocollo Integrato contro la Violenza di Genere

Crotone: Un Protocollo d’Intesa Integrato per Affrontare la Violenza di Genere, Promuovendo Tutela, Prevenzione e Trasformazione CulturaleIn una dimostrazione di impegno sinergico e condivisione di responsabilità, la Questura, la Procura della Repubblica, il Tribunale di Crotone e l’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia (ONDIF) locale hanno formalizzato un protocollo d’intesa volto a contrastare efficacemente la violenza di genere.

L’accordo, presentato in conferenza stampa, rappresenta un approccio innovativo e integrato, che va oltre la semplice reazione agli abusi, mirando a una profonda trasformazione culturale e a una tutela tempestiva delle vittime.
La necessità di un intervento strutturato è emersa dalla constatazione che le donne che subiscono violenza spesso si trovano in uno stato di smarrimento e vulnerabilità, prive di una guida chiara e di un supporto immediato.
Il protocollo si propone di colmare questa lacuna, offrendo un “pronto soccorso legale” accessibile e gratuito, garantito da un team di ventuno avvocati dell’ONDIF, pronti a fornire assistenza legale di primo livello.
Questa assistenza si estende dalla consulenza iniziale sulle opzioni legali disponibili, sia in ambito civile che penale, alla definizione di misure di protezione per la donna e i figli minori.

Un elemento cruciale è l’impegno a non assumere la difesa tecnica della vittima in un successivo procedimento giudiziario, assicurando così l’obiettività e l’imparzialità del supporto iniziale.

La Questura di Crotone ha annunciato la creazione di uno spazio dedicato e protetto, separato dalla sede centrale, per facilitare la denuncia e creare un ambiente sicuro per le vittime.
Questo gesto simbolico sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine a fornire un’accoglienza sensibile e rispettosa.
Tuttavia, il protocollo non si limita alla risposta emergenziale.

Riconoscendo che la prevenzione è la chiave per un cambiamento duraturo, l’accordo prevede un focus significativo sulla formazione congiunta di magistrati, avvocati e operatori delle forze dell’ordine.

Questi percorsi formativi mirano a fornire gli strumenti necessari per accogliere le vittime con empatia, comprensione e professionalità, sviluppando competenze specifiche per la gestione di casi di violenza di genere.

L’educazione gioca un ruolo cruciale nel contrasto alla violenza di genere.

Il protocollo prevede interventi mirati nelle scuole, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni e promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza.
L’accordo, triennale e realizzato senza oneri aggiuntivi per le amministrazioni coinvolte, sottolinea la volontà di creare una rete di collaborazione e di valorizzare le risorse esistenti.
La presidente del Tribunale, Maria Luisa Mingrone, ha enfatizzato il valore preventivo dell’iniziativa, evidenziando la necessità di un cambio di mentalità e di un impegno collettivo per costruire una società più giusta e sicura per le donne.
Il contrasto alla violenza di genere non è solo una questione giuridica o delle forze dell’ordine, ma un imperativo etico e un investimento futuro per una comunità più equa.

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