Crotone, tentato omicidio: droga e affari falliti dietro l’agguato

L’ombra di un affare fallito nel traffico di stupefacenti aleggia sul tentativo di omicidio che ha colpito un uomo di 34 anni a Crotone, un evento che ha scosso la comunità e innescato un’indagine complessa e meticolosa.
L’uomo, ricoverato in condizioni gravissime a Catanzaro, è stato vittima di un brutale agguato, colpito da quattro proiettili calibrati 7.65, un atto di violenza che la Procura locale, guidata dal procuratore capo Domenico Guarascio e dal sostituto Matteo Staccini, ha immediatamente correlato a dinamiche criminali radicate nel territorio.
L’arresto di A.

R.

, 23 anni, e C.
P.

, 26 anni, entrambi noti alle autorità per precedenti coinvolgimenti nel narcotraffico, rappresenta il primo atto di una ricostruzione investigativa che ha visto la Squadra Mobile, sotto la direzione del vicequestore Costantino Belvedere, compiere un lavoro di analisi approfondito, combinando tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e intercettazioni ambientali.
La ricostruzione ha evidenziato come un’auto a noleggio, utilizzata da uno degli indagati, seguisse costantemente la vettura della vittima, suggerendo un’escalation di tensione legata alla gestione di un carico di droga proveniente dalla Campania.

L’inchiesta ha svelato una rete intricata di falsi alibi, abilmente costruiti dagli indagati, che sono stati smontati grazie alle prove raccolte.

Le intercettazioni telefoniche hanno permesso di attribuire la responsabilità materiale degli spari a C.

P.
, focalizzando l’attenzione sulla natura premeditata dell’azione e sulla sua connessione con una trattativa andata male.
La mancanza di collaborazione da parte della vittima, che è stata successivamente arrestata per detenzione e spaccio e posta sotto obbligo di dimora, ha reso più arduo il percorso investigativo, spingendo la Procura a indagare ulteriormente sei persone, sospettate di favoreggiamento e di traffico di stupefacenti.

L’agguato, consumatosi in una zona appartata dietro una pizzeria, verosimilmente teatro dell’incontro per la conclusione di un affare illecito, riflette una realtà criminale in cui il controllo delle piazze di spaccio rappresenta una fonte di guadagno primaria per organizzazioni criminali che operano a livello locale e che intrecciano rapporti con la criminalità campana.
Il Gip Assunta Palumbo, nell’ordinanza di custodia cautelare, ha sottolineato la pericolosità sociale degli arrestati, evidenziando la loro continuità criminale, manifestata attraverso la prosecuzione dell’attività di spaccio anche nei giorni successivi al tentato omicidio, dimostrando una totale assenza di rimorso.
Il questore di Crotone, Renato Panvino, ha dichiarato che l’indagine si inserisce in un più ampio piano di contrasto alle piazze di spaccio, un’attività cruciale per disarticolare le reti criminali e sottrarre il territorio alla loro influenza.

I controlli sulla movida locale, frequentata dagli arrestati, hanno contribuito a raccogliere elementi utili all’indagine, dimostrando come l’azione di prevenzione e di controllo del territorio sia fondamentale per contrastare efficacemente la criminalità organizzata.

Il ritrovamento dell’arma del delitto rimane una priorità per gli investigatori, al fine di completare il quadro degli eventi e identificare eventuali complici.

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