Un’ondata di coraggio e spirito di comunità ha investito questa mattina Crotone, con la celebrazione della ventottesima edizione del tradizionale Tuffo di Capodanno.
L’evento, che si è imposto come un pilastro dell’identità cittadina, ha visto la partecipazione di oltre duecento persone, un numero che testimonia la forza di una tradizione che resiste al tempo e alle intemperie.
Nonostante una mattinata gelida, con i termometri a 5 gradi e l’acqua del mare a 11, il lungomare crotonese si è animato di un’atmosfera vibrante, accogliendo migliaia di spettatori ansiosi di condividere questo rito propiziatorio verso il 2026.
Il Tuffo, più che una semplice immersione in acque fredde, rappresenta un atto di resilienza, un abbraccio collettivo che simboleggia la capacità di superare le difficoltà e accogliere il nuovo anno con rinnovato ottimismo.
L’Associazione Tuffo di Capodanno Crotone, motore di questa iniziativa, ha curato ogni dettaglio, garantendo un’organizzazione impeccabile che valorizza la partecipazione di persone di tutte le età e provenienze.
L’evento è stato arricchito da un sistema di riconoscimenti che celebra la diversità e la dedizione dei partecipanti, riconoscendo meriti che vanno ben oltre la semplice partecipazione all’atto del tuffo.
Salvatore Russo, un vero monumento umano nato nel 1938, ha ricevuto il prestigioso titolo di “Veterano”, testimone di decenni di tuffi e custode della memoria collettiva di questa tradizione.
La piccola Stella Torcasio, giunta da Milano nel 2023, ha incarnato lo spirito di innocenza e speranza, conquistando il ruolo di Mascotte dell’edizione, simbolo del futuro che si affaccia.
Annarita Galardo, con la sua esperienza e il suo coraggio, ha rappresentato la forza e la tenacia delle donne, ricevendo il riconoscimento per la più anziana partecipante.
Ma il Tuffo di Capodanno crotonese è anche un ponte verso il mondo, un crocevia di culture e di storie.
Samuel Damalie, proveniente dal Ghana, ha percorso ben 6.444 chilometri per unirsi a questo rito unico, dimostrando come la passione per la tradizione possa superare le distanze geografiche e culturali.
La fedeltà è stata celebrata con Mario Tosto, presente a ben 27 edizioni, e con Mimmo Policastrese, giornalista che ha saputo raccontare con passione e profondità la storia e le radici di questa tradizione, diventando egli stesso parte integrante del suo racconto.
Il Tuffo, in definitiva, non è solo un tuffo in acqua fredda, ma un tuffo nella storia, nella comunità e nella speranza di un futuro migliore.






