Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, a Mormanno, un’operazione dei Carabinieri Forestali ha portato alla luce una filiera agroalimentare caratterizzata da gravi irregolarità e potenziali rischi per la salute pubblica.
L’intervento, coordinato con i veterinari dell’ASL di Cosenza, ha comportato il sequestro di un ingente quantitativo di prodotti lattiero-caseari, pari a undici quintali, e di un quantitativo significativo di salumi e spezie, evidenziando una diffusa violazione delle normative igienico-sanitarie e amministrative.
L’attività di controllo ha svelato un quadro allarmante: ambienti di stoccaggio inadeguati, palesemente non conformi agli standard previsti per la conservazione di alimenti destinati al consumo umano, rappresentavano il preludio a una serie di irregolarità ancora più gravi.
L’indagine ha fatto emergere la presenza di prodotti caseari privi di etichettatura corretta, o contraddistinti da etichette fraudolente, associate a realtà aziendali inesistenti, configurando un chiaro tentativo di eludere i controlli e ingannare i consumatori.
Particolarmente preoccupante è l’accertamento di formaggi originariamente acquistati attraverso la grande distribuzione e poi spacciati per prodotti artigianali dell’azienda, una pratica che non solo danneggia i produttori onesti che operano nel rispetto delle regole, ma anche compromette la trasparenza e la fiducia dei consumatori.
La stagionatura dei formaggi, inoltre, avveniva in condizioni igienico-sanitarie precarie, in scaffalature in legno all’interno di locali insalubri, aumentando il rischio di contaminazione e alterazione delle caratteristiche organolettiche dei prodotti.
Il sequestro si è esteso anche a quasi un quintale di salumi e a un quantitativo significativo di spezie, trovati in stato di conservazione irregolare, sollevando ulteriori interrogativi sulle procedure operative dell’azienda.
Le accuse mosse al titolare dell’azienda casearia, ora deferito all’autorità giudiziaria, abbracciano una serie di reati gravi, tra cui la frode nell’esercizio del commercio, la vendita di prodotti con segni mendaci e la contraffazione, alterazione o uso illecito di marchi e segni distintivi.
L’episodio riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli e le sanzioni per chi mette a rischio la salute pubblica e danneggia l’immagine del Made in Italy, in particolare in un’area così preziosa e ricca di tradizioni gastronomiche come il Parco del Pollino.
L’operazione evidenzia la vulnerabilità del sistema agroalimentare di nicchia e l’importanza di una vigilanza costante per tutelare la qualità, l’autenticità e la tracciabilità dei prodotti che arrivano sulle tavole dei consumatori.

