A Lamezia Terme, il 4 gennaio di ogni anno riemerge il dolore, un lutto che permea la comunità e che si fa commemorazione.
Quest’anno, i figli Walter, Paolo e Giulia, insieme a numerosi familiari, hanno partecipato alla solenne celebrazione in memoria del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, Salvatore Aversa, e della moglie, Lucia Precenzano, vittime di un barbaro agguato mafioso che squarciò la città nel lontano 1992.
La liturgia eucaristica, celebrata dal Cappellano della Polizia di Stato, don Alessandro Nicastro, ha investito la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di un’atmosfera di profonda riflessione e spiritualità.
L’omelia del sacerdote ha superato la mera commemorazione, elevandosi a riflessione sul significato del sacrificio dei coniugi Aversa.
Don Nicastro ha sottolineato come la loro vicenda, tragica e ingiusta, rappresenti una potente testimonianza, un monito per una società troppo spesso corrotta da logiche di servilismo e omertà.
Il loro esempio, ha affermato, illumina un percorso alternativo, un cammino di coraggio e dedizione alla legalità, un baluardo contro la violenza e l’illegalità.
Il Questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, ha ripercorso la storia del Sovrintendente Aversa, figura emblematica per la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Lamezia Terme.
Più che un semplice funzionario, Linares lo ha descritto come un “poliziotto di strada”, profondamente radicato nel tessuto sociale, un uomo vicino ai cittadini, pronto ad ascoltare e a difendere i più deboli.
Il suo sacrificio, ha rimarcato, continua ad aprirsi come una ferita non rimarginata, una spinta costante a rinnovare l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata.
Il gesto dei coniugi Aversa incarna un modello imprescindibile per chiunque si senta investito della responsabilità di tutelare il bene comune, un esempio di dedizione e coraggio che ispira l’infaticabile lavoro di ogni uomo e donna che indossa la divisa.
La celebrazione, arricchita dalla suggestiva interpretazione di un coro polifonico, ha visto la partecipazione di una vasta rappresentanza istituzionale, comprendente esponenti civili e militari, magistrati, delegati dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e rappresentanti sindacali.
Il rito si è concluso con la commovente deposizione di un cuscino di fiori ai piedi della lapide commemorativa, un simbolo tangibile del ricordo e della gratitudine, collocata all’ingresso della precedente sede del Commissariato, lungo Corso Numistrano.
Il comunicato della Questura, in conclusione, esprime ancora una volta la più profonda vicinanza e riconoscenza ai familiari, perpetuando la memoria di un sacrificio che non può essere dimenticato, un monito costante per costruire una società più giusta, libera e rispettosa della legge.
L’eredità di Salvatore Aversa e Lucia Precenzano continua a vivere, illuminando il cammino di chi lotta per un futuro migliore, un futuro dove la legalità prevalga sulla criminalità e la memoria dei giusti non venga mai dimenticata.

