Una tragica vicenda ha scosso la comunità di Lamezia Terme, evidenziando con cruda chiarezza le vulnerabilità del sistema di emergenza sanitaria e sollevando interrogativi urgenti sulla sua efficienza e adeguatezza.
Un uomo di 57 anni, vittima sospetta di un evento cardiovascolare acuto, ha perso la vita tra le braccia del figlio quindicenne, mentre l’ambulanza del 118, chiamata in soccorso, impiegava un tempo eccessivo per giungere sul posto.
La gravità della situazione è stata ulteriormente esacerbata dalla constatazione che il mezzo di soccorso arrivato fosse privo di personale medico a bordo.
La dinamica degli eventi, ricostruita dal delegato provinciale del Sindacato Medici Italiani, Saverio Ferrari, medico del 118 operante presso l’ospedale di Soveria Mannelli, rivela un quadro allarmante.
Mentre il figlio, in preda al panico e disperato, attendeva l’arrivo dei soccorsi, gli operatori del 118, giunti telefonicamente a contatto con il giovane, hanno tentato di guidarlo attraverso le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP), fornendo istruzioni dettagliate per cercare di stabilizzare le condizioni del padre.
Purtroppo, gli sforzi si sono rivelati vani: il tempo trascorso in attesa ha compromesso irrimediabilmente la possibilità di salvare la vita dell’uomo.
L’episodio, per Ferrari, rappresenta la dolorosa manifestazione di una crisi sistemica che affligge il servizio di emergenza, una situazione “drammatica” che richiede un’immediata e profonda revisione.
La vicenda non è solo un lutto da piangere, ma un campanello d’allarme che impone una riflessione critica sulle risorse umane e materiali a disposizione, sui tempi di risposta e sull’organizzazione complessiva del sistema.
La carenza di personale medico specializzato a bordo dei mezzi di soccorso, l’inadeguatezza delle infrastrutture e le difficoltà logistiche, spesso legate alla conformazione del territorio, si traducono in una perdita di opportunità di salvare vite umane.
Il sindacalista lancia un appello urgente al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sollecitandolo ad assumere un ruolo attivo nella risoluzione di queste problematiche.
È necessario, secondo Ferrari, un intervento concreto e mirato per garantire un servizio di emergenza sanitaria efficiente, tempestivo e sicuro, capace di rispondere adeguatamente alle esigenze della popolazione e di evitare che tragedie simili si ripetano.
La vicenda di Lamezia Terme non può essere relegata a un tragico evento isolato, ma deve stimolare un dibattito pubblico e un’azione politica responsabile, finalizzati a rafforzare il sistema di soccorso e a tutelare la salute dei cittadini calabresi.
La memoria della vittima esige giustizia, non solo in termini di accertamento delle responsabilità, ma soprattutto in termini di impegno concreto per un futuro in cui la speranza di ricevere cure tempestive non sia un miraggio, ma un diritto garantito.






