La nuova era per i Parchi Marini Regionali della Calabria si delinea nel 2026, fondata sui risultati tangibili e sulle lezioni apprese nel 2025, anno cruciale che ha sancito la transizione definitiva da una gestione emergenziale a un’organizzazione autonoma e proiettata verso il futuro.
L’ente, forte di una ritrovata autonomia operativa e progettuale, intende realizzare una visione ambiziosa: trasformare i parchi da aree di mera conservazione a veri e propri motori di sviluppo sostenibile, abbracciando una governance condivisa e una responsabilità collettiva.
Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta, non solo per la ripresa piena delle funzioni amministrative e decisionali, ma soprattutto per la capacità dimostrata di tradurre gli obiettivi di tutela in azioni concrete.
Si è consolidata una presenza capillare sul territorio, attraverso interventi mirati come la delimitazione precisa delle aree protette, la creazione di una comunicazione sistematica ed efficace, e la realizzazione di pannelli informativi di alto impatto visivo.
Un intervento emblematico del 2025 è stato l’avvio dei campi di ormeggio ecocompatibili, finanziati con risorse Pnrr-Mer.
Questa iniziativa innovativa non solo contrasta l’ancoraggio selvaggio e protegge l’habitat cruciale della Posidonia oceanica, ma introduce un modello di gestione partecipata che coinvolge attivamente Comuni e comunità locali, elevando la tutela a servizio pubblico essenziale.
Il percorso di valorizzazione dei parchi si estende all’educazione e alla sensibilizzazione, come testimonia l’avvio di un programma educativo rivolto ai giovani detenuti della Casa Circondariale Minorile di Catanzaro, coinvolgendoli in attività formative e di cura degli ambienti marini.
L’impegno per un turismo sostenibile è stato ulteriormente rafforzato con l’approvazione del Piano di azione verso la Carta europea del turismo sostenibile, con un coinvolgimento diretto di enti locali, associazioni e operatori.
Questo approccio non marginale, ma strategico, mira ad attrarre qualità, continuità e responsabilità nel settore turistico.
L’inclusività è un altro pilastro fondamentale.
L’istituzione del primo itinerario subacqueo per persone con disabilità nel Parco della Secca ad Amendolara, insieme al recupero di siti degradati come Capo Bruzzano e la riqualificazione di luoghi identitari come l’Isola di Dino, testimoniano l’impegno a rendere i parchi accessibili a tutti.
L’azione dell’Ente è stata realizzata in piena sinergia con gli indirizzi politici della Regione Calabria, sotto la guida del Presidente Roberto Occhiuto, trovando interlocutori strategici negli Assessori all’Ambiente e al Turismo, Antonio Montuoro e Giovanni Calabrese.
Il 2026 vedrà la piena operatività di una pianificazione integrata che coniuga la tutela del patrimonio naturale con lo sviluppo socio-economico del territorio.
Prioritari saranno il potenziamento della vigilanza, la strutturazione di una segnaletica chiara ed efficace, l’implementazione di programmi di educazione ambientale nelle scuole e il restauro degli habitat degradati.
L’obiettivo è superare la concezione del parco come area da proteggere a tutti i costi, per abbracciare una visione di spazio da governare in modo partecipato, efficiente e inclusivo, un motore di sviluppo sostenibile per l’intera regione.
La certezza emersa dal 2025 è chiara: la salvaguardia del mare e del suo ecosistema non è un compito isolato, ma un progetto condiviso, la rotta che la Calabria può seguire per un futuro prospero e rispettoso dell’ambiente.






