Truffa assicurativa smascherata: auto cannibalizzata

Un tentativo di frode assicurativa particolarmente audace e meticolosamente pianificato è stato smascherato dai carabinieri della Compagnia di Palmi, ponendo fine a un’operazione volta a ottenere un risarcimento ingiustificato.
L’indagine, scaturita da una routine attività di controllo del territorio, ha portato alla denuncia di un residente locale sospettato di aver orchestrato un finto furto automobilistico con modalità che miravano a ingannare la compagnia assicurativa.

La scoperta è avvenuta quando i militari hanno notato un’autovettura ridotta a uno scheletro metallico, un “cannibalismo” automobilistico che ne aveva spogliato l’interno di ogni componente significativa: motore, impianti elettrici, portiere, fari, e persino elementi strutturali.

Il danno stimato superava i trentamila euro, un importo considerevole che sollevò immediatamente sospetti.
L’ulteriore elemento di anomalia emerse quando il proprietario dell’autovettura si presentò in caserma per formalizzare la denuncia di furto, vantando la copertura assicurativa specifica contro tale evento.

Questa circostanza, contestualmente alla crescente frequenza di truffe assicurative basate su falsi furti, accese l’attenzione dei carabinieri, che decisero di approfondire le indagini.
L’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area divenne cruciale.

Le immagini riprese hanno rivelato la presenza di un furgone parcheggiato a lungo nei pressi dell’abitazione dell’uomo, in un orario compatibile con il presunto furto.

Tuttavia, il dettaglio più incriminante è stato quello che documentava l’auto che lasciava il garage del proprietario già privata delle sue portiere e dei componenti essenziali, confutando la versione di un furto subito.
Le indagini hanno poi rivelato che l’uomo aveva già presentato una richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa, dichiarando il furto come evento verificatosi.
Questa concatenazione di eventi, unita alle prove video e agli elementi raccolti durante l’indagine, ha portato i carabinieri a raccogliere prove sufficienti per contestare all’uomo il reato di truffa assicurativa e a deferirlo all’autorità giudiziaria.

Il caso sottolinea l’importanza cruciale di un’attività di controllo del territorio capillare e di un’analisi approfondita dei dati, anche quelli provenienti da sistemi di videosorveglianza, per contrastare i reati contro il patrimonio e, in particolare, le sempre più sofisticate tecniche di frode assicurativa, che danneggiano non solo le compagnie, ma l’intera collettività.

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