L’estate crotonese si illumina con #Sibarinprogress 2025, un progetto culturale ambizioso e innovativo, concepito e promosso con fervore dal direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma.
L’iniziativa, sostenuta dal Ministero della Cultura e realizzata con la collaborazione fondamentale del Comune di Cassano all’Ionio e del Peperoncino Jazz Festival, rappresenta un ponte sonoro e visivo tra il passato glorioso e il presente vibrante del territorio.
La rassegna, che si configura come un’evoluzione dei tre festival tematici inaugurati ad inizio luglio (Sybaris Arte, Magna Graecia Jazz Fest, Sybaris Folk), consolida il successo già riscosso dai precedenti eventi, che hanno coinvolto un vasto pubblico in un percorso di scoperta e intrattenimento.
I pomeriggi dedicati a “Musica al Museo” e “Music in the Park” hanno lasciato un’impronta significativa, preparando il terreno per l’esperienza immersiva offerta da #Sibarinprogress.
Per dieci serate, dal presente fino al 10 agosto, il sito archeologico di Sibari si trasforma in un palcoscenico suggestivo, dove si affacciano le vestigia di una civiltà perduta e risuonano le note di artisti di fama nazionale e internazionale.
La curatela artistica di Sergio Gimigliano garantisce una selezione accurata, volta a creare un cartellone eclettico e stimolante, capace di dialogare con il contesto storico e paesaggistico.
Il 6 agosto, ad esempio, l’incontro musicale tra Roberto Gatto, Francesca Tandoi, Jonathan Toscano e Omar Hakim promette un’esperienza unica, un intreccio di talenti che si fondono in un concerto indimenticabile.
Il programma di Sybaris Arte arricchisce ulteriormente l’offerta, con la partecipazione di figure di spicco come Nino Buonocore, Giorgio Conte, Sergio Cammariere e il carismatico Gegè Telesforo, offrendo un ventaglio di espressioni artistiche che spaziano dal cantautorato all’eccellenza musicale italiana.
#Sibarinprogress non si limita a un semplice festival musicale; è un progetto che aspira a creare un’intersezione fertile tra archeologia, musica e arti performative.
L’intento è quello di stimolare una riflessione profonda sul rapporto tra passato e presente, tra memoria e identità culturale.
Come sottolinea Filippo Demma, la musica e l’archeologia non devono essere percepite come discipline separate, ma piuttosto come strumenti complementari per decifrare la storia e immaginare il futuro, risvegliando emozioni, conoscenze e un senso di appartenenza radicato nel territorio.
L’iniziativa si pone come un’occasione privilegiata per valorizzare il patrimonio culturale della Magna Grecia, rendendolo accessibile e coinvolgente per un pubblico ampio e diversificato, promuovendo un turismo culturale sostenibile e un’immagine positiva del territorio.