Calabria: ripresa economica nel 2025, trainata dal PNRR

Rapporto sulla dinamica economica della Calabria: un’analisi approfondita della prima metà del 2025Il tessuto economico calabrese, nella prima metà del 2025, presenta segnali di ripresa che lo distanziano, almeno in termini di velocità, dalla media nazionale, come evidenziato dall’aggiornamento congiunturale realizzato dalla Banca d’Italia.

Il prodotto interno lordo (PIL) regionale ha registrato un incremento dell’1,3% su base annua, un dato che riflette un’inversione di tendenza rispetto alle performance più modeste degli anni precedenti e che suggerisce una maggiore resilienza del sistema produttivo locale.

Un fattore chiave di questa dinamica positiva è senza dubbio l’impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
La mobilitazione di risorse significative, con oltre 1.700 appalti banditi per un valore complessivo superiore a 1,8 miliardi di euro nei primi sette mesi del 2025, sta generando un effetto moltiplicatore sull’economia locale.

Il tasso di aggiudicazione, elevatissimo al 90%, testimonia la capacità amministrativa e la prontezza del tessuto imprenditoriale calabrese nel cogliere le opportunità offerte dal PNRR.
L’incremento del 25% nella spesa pubblica per opere pubbliche rispetto allo stesso periodo del 2024, con conseguenti ricadute positive sulla filiera delle costruzioni, sottolinea la cruciale importanza di questi investimenti strutturali per la riattivazione del ciclo economico.

L’andamento positivo si riflette anche nel settore del commercio estero, con un aumento complessivo delle esportazioni del 4,6%.
Trainanti in questa crescita sono i settori primari, in particolare l’agroalimentare (+11%) e l’agricoltura (+13%), che confermano il ruolo strategico del Made in Calabria sui mercati internazionali.

L’apertura verso i mercati dell’Unione Europea e verso gli Stati Uniti, con un incremento delle vendite pari al 25%, evidenzia la capacità di adattamento e di proattività delle imprese calabresi nel contesto globale.

Al contrario, il comparto chimico mostra una contrazione (-13,3%), un segnale che richiede un’analisi più approfondita per individuare le cause e le possibili azioni correttive.

Il settore terziario, motore cruciale dell’economia moderna, registra anch’esso segnali di miglioramento.
La crescita del fatturato delle imprese di servizi è attestata al 50%, mentre il turismo, un pilastro dell’economia regionale, ha visto un aumento delle presenze del 5,2% nei primi otto mesi dell’anno, con una crescita esponenziale dei visitatori stranieri (+23,5%).
L’incremento del traffico aeroportuale del 26% testimonia la ripresa del turismo internazionale e l’attrattiva della regione come meta turistica.
Sul fronte del mercato del lavoro, l’evoluzione è particolarmente incoraggiante.

L’occupazione ha registrato un aumento del 5% nei primi sei mesi del 2025, un dato significativamente superiore alla media nazionale.
Il tasso di occupazione sale al 46,5%, mentre la disoccupazione crolla all’11,4%, in netta diminuzione rispetto al 15,4% del 2024.

L’aumento delle attivazioni nette occupazionali, trainate dai contratti a tempo indeterminato, indica una maggiore stabilità del mercato del lavoro.
La contrazione delle ore autorizzate di integrazione salariale (-40%) riflette un minore ricorso a misure di sostegno al reddito e una maggiore ripresa della produzione.
L’analisi macroeconomica rivela un incremento del 3,8% del reddito disponibile delle famiglie su base annua (1,7% in termini reali), un indicatore cruciale del benessere economico.

L’inflazione, fissata al 2,2% a settembre, rimane sotto controllo.

La spesa delle famiglie, misurata dall’indicatore ITER-con, cresce dello 0,6%, segnalando una ripresa della domanda interna.

Parallelamente, si osserva un’accelerazione nell’indebitamento delle famiglie, con un aumento dei prestiti del 3,6% e dei mutui del 2,6%, sostenuto da nuove erogazioni per 228 milioni di euro.
I tassi di interesse sui mutui si mantengono stabili al 3,4%, mentre quelli sul credito al consumo si attestano al 9,4%.

Il settore delle imprese beneficia di un incremento del credito, pari all’1,8%, stimolato dalla domanda di investimenti e capitale circolante.

Il tasso di deterioramento del credito, che misura la percentuale di finanziamenti a rischio di insolvenza, si riduce al 2,9% per le imprese e rimane stabile all’1% per le famiglie, indicando una maggiore solidità del sistema finanziario locale.
I depositi bancari del settore privato crescono del 2,7%, mentre i titoli detenuti da famiglie e imprese nel sistema bancario aumentano del 6,1%, riflettendo una maggiore propensione al risparmio e all’investimento.

In conclusione, i dati relativi alla prima metà del 2025 delineano un quadro economico calabrese in ripresa, sostenuto dagli investimenti del PNRR, dalla ripresa del turismo e dalla crescita dei settori primari.
La sfida per il futuro sarà quella di consolidare questa ripresa, mitigando le debolezze strutturali e promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo, che possa beneficiare tutti i cittadini calabresi.

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