Calabria: Uil chiede sviluppo equo, fine alla fuga di cervelli

Il Consiglio Regionale della Uil, tenutosi a Crotone alla presenza del Segretario Generale Pierpaolo Bombardieri, ha posto al centro del dibattito le profonde e stratificate diseguaglianze territoriali che affliggono la Calabria, intrecciandole con la qualità del lavoro e le prospettive occupazionali per le nuove generazioni.
L’incontro non è stato scelto a caso: Crotone, città simbolo di un’area spesso marginalizzata e penalizzata, incarna la necessità urgente di un cambio di rotta, un’inversione di tendenza che veda la regione protagonista di uno sviluppo equo e sostenibile.

Bombardieri ha sottolineato come la Calabria non possa più essere relegata a una posizione di marginalità, invocando un impegno concreto da parte del Governo nazionale e regionale per colmare il divario con le altre aree del Paese.
Non si tratta semplicemente di interventi mirati, ma di una visione strategica a lungo termine che consideri la regione come un sistema complesso, con le sue specificità, le sue potenzialità e le sue fragilità.
L’analisi dei recenti dati della Camera di Commercio, che pur evidenziando una crescita economica a livello provinciale, rivela un quadro preoccupante: una “fuga di cervelli” cronica, alimentata dalla carenza di opportunità lavorative qualificate e dalla percezione di un futuro incerto.
Questa dinamica, secondo Bombardieri, è il risultato di una profonda dissonanza tra la domanda e l’offerta di lavoro, un mismatch che spinge i giovani talenti a cercare fortuna altrove.
È imperativo, dunque, investire in percorsi di formazione professionale mirati, capaci di aggiornare le competenze e di avvicinare i giovani alle esigenze del mercato del lavoro.

Ma non è sufficiente.
È necessario, parallelamente, un ripensamento delle condizioni di lavoro offerte, con particolare attenzione alla stabilità contrattuale, alla retribuzione equa e alla conciliazione tra vita privata e professionale.

La dignità salariale è diventata, a ragione, un elemento centrale nelle scelte dei giovani lavoratori.

Non si accontentano più di offerte precarie e sottopagate, ma pretendono garanzie e rispetto.

Questa evoluzione, lungi dall’essere un capriccio, è un segnale di consapevolezza e di responsabilizzazione da parte delle nuove generazioni.

Bombardieri ha affermato con chiarezza: non si deve convincere i giovani ad accettare condizioni di lavoro inaccettabili, ma è chi offre queste condizioni che deve essere chiamato a cambiare.

La soluzione al paradosso emerso dai dati della Camera di Commercio, dunque, non risiede in un’imposizione di accettazione, ma in un’azione concertata che promuova la creazione di posti di lavoro dignitosi, che valorizzi le competenze e che offra prospettive di crescita per tutti.

Si tratta di un investimento nel futuro della Calabria, un impegno a costruire una regione più giusta, più equa e più prospera.
La sfida è complessa, ma la Uil è pronta a sostenerla, insieme a tutti coloro che credono in un futuro migliore per la regione.

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