domenica 31 Agosto 2025
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Calabria: Viticoltura in Rinascita, Docg e Ottimismo per il 2025

Calabria, un 2025 Viticolo di Rinascita e RiconoscimentiLa viticoltura calabrese si proietta verso il 2025 con un’aria di rinnovato ottimismo, sostenuta da stime di produzione che puntano a un incremento tra il 10% e il 15% rispetto all’anno precedente.

Coldiretti Calabria descrive la qualità delle uve come compresa tra “buona” e “ottima”, un risultato significativo nonostante le sfide poste dalle condizioni meteorologiche.
Le gelate primaverili hanno inevitabilmente impattato negativamente sul Crotonese, un’area cruciale per la produzione di vini pregiati.
La perdita di raccolto, pur presente, non ha compromesso la qualità delle uve superstiti, anzi, sembra averne concentrato ulteriormente le caratteristiche organolettiche, favorendo la maturazione di uve più intense e complesse.
“Il settore vitivinicolo calabrese dimostra una resilienza e una capacità di adattamento notevoli,” afferma Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria.
“Vignaioli e cantine operano con competenza e visione, supportati da un team di tecnici preparati che integrano le conoscenze tradizionali con le nuove esigenze del vigneto, in risposta ai cambiamenti climatici sempre più evidenti.

”L’andamento termico estivo, caratterizzato da temperature elevate, ha accelerato il processo di maturazione delle uve, anticipando l’inizio della vendemmia.

Le varietà bianche, come lo Chardonnay, saranno tra le prime ad essere raccolte, mentre la raccolta delle varietà a maturazione più lenta sarà posticipata di qualche settimana, al fine di ottimizzare la qualità del prodotto finale.

Un momento storico per il territorio è stato il riconoscimento ufficiale da parte della Commissione Europea del Cirò Classico come Docg (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Questa prestigiosa denominazione, la prima per la Calabria, è il coronamento di decenni di impegno e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo calabrese, e un segnale di un percorso di crescita e miglioramento costante.
La Docg Cirò Classico si applica esclusivamente ai comuni di Cirò e Cirò Marina (Crotone), fino a un’altitudine massima di 462 metri sul livello del mare, e si concentra sul vitigno Gaglioppo, che deve costituire almeno il 90% della composizione, affiancato da Magliocco e Greco Nero fino al 10%.

Con questa aggiunta, la Calabria porta a 19 il numero delle sue denominazioni di origine nel settore vitivinicolo.

La superficie vitata in Calabria si estende per circa 9.000 ettari, con un numero crescente di etichette aziendali.
Pur rappresentando solo lo 0,7% della produzione nazionale (circa 270.000 ettolitri), la regione vanta un patrimonio di vitigni autoctoni di riconosciuto valore internazionale.
Le iniziative di promozione, con una presenza capillare nei circuiti enogastronomici e negli eventi più importanti, stanno alimentando un fermento continuo e favorendo l’espansione verso i mercati esteri, con particolare attenzione agli Stati Uniti, pur tenendo conto delle incertezze legate ai dazi.

Parallelamente, si guarda con interesse ad altri mercati e si consolida la presenza sul fronte interno.

La viticoltura calabrese crea opportunità di lavoro per circa 13.000 persone, impiegate direttamente in campo, in cantina, nella distribuzione commerciale, in attività connesse e multifunzionali, che includono l’enoturismo.
Un aspetto particolarmente incoraggiante è il rinnovamento generazionale, con un numero crescente di giovani vignaioli, sempre più spesso donne, che stanno portando innovazione e dinamismo nel settore, contribuendo a rafforzare l’agroalimentare “Made in Calabria” e a proiettare la regione verso un futuro di eccellenza vitivinicola.

Il vino, simbolo di convivialità, paesaggio e benessere, continua a rappresentare un motore di sviluppo economico e sociale per la Calabria.

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