Non Autosufficienza: Rinvio Inaccettabile, Ferita per gli Anziani.

L’ennesimo rinvio in materia di non autosufficienza, sancito dal decreto Milleproroghe, rappresenta una profonda ferita per la dignità di milioni di persone anziane e una grave omissione da parte delle istituzioni.

Francesco De Biase, segretario generale della Uil Pensionati Calabria, esprime con amarezza questa constatazione, che si traduce in un ulteriore allungamento delle attese e nel perpetuarsi di una situazione di fragilità per una quota significativa della popolazione italiana.

In Italia, si stimano oltre quattro milioni di persone anziane in condizione di non autosufficienza, un dato allarmante che riflette una realtà demografica in rapida evoluzione e la crescente pressione sul sistema di welfare.

La Calabria, regione particolarmente esposta per la sua posizione geografica e le sue criticità socio-economiche, vede residenti circa 150.000 di questi individui vulnerabili.
La non autosufficienza non si limita a una compromissione della salute, ma implica una complessa rete di bisogni interconnessi: necessità di assistenza fisica nelle attività quotidiane, gestione delle risorse economiche, sicurezza personale, mobilità e, crucialmente, opportunità di interazione sociale e mantenimento di legami affettivi.
Il divario infrastrutturale e di servizi che affligge il Mezzogiorno, e che si accentua in aree periferiche del Paese, esacerba queste difficoltà.

La Calabria, pur impegnata in sforzi di miglioramento, continua a soffrire di una carenza strutturale di servizi di assistenza domiciliare e di posti letto in residenze sanitarie assistenziali (RSA) rispetto agli standard nazionali, con ripercussioni dirette sulla qualità della vita degli anziani non autosufficienti e dei loro caregiver.

Il rinvio del decreto ministeriale, ora posticipato da 18 a 30 mesi, relativo ai criteri di accesso ai Punti Unici di Accesso (PUA) presso le Case della Comunità, alla composizione e al funzionamento delle Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) e alla definizione dei Piani Assistenziali Individuali (PAI), è percepito come un atto inaccettabile.
Tale decisione compromette la tempistica di una riforma necessaria per rendere i servizi più efficienti, accessibili e tempestivi.

Il ritardo nella fase sperimentale, slittata al 2027 anziché al 2026, e la conseguente posticipazione della riforma vera e propria al 2028, amplificano l’incertezza e prolungano un’attesa che non può essere tollerata.
Si tratta di una battaglia non solo di welfare, ma di civiltà: una questione di giustizia sociale e di rispetto dei diritti fondamentali di una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile.

È imperativo intervenire con urgenza per evitare che regioni come la Calabria, già penalizzate da una situazione di fragilità in termini di autosufficienza, debbano subire ulteriori conseguenze negative.
L’attenzione istituzionale e l’impegno concreto sono essenziali per garantire una risposta adeguata e tempestiva alle complesse esigenze di chi vive in condizione di non autosufficienza, assicurando loro una vita dignitosa e piena di opportunità.

La resilienza del tessuto sociale dipende anche dalla capacità di tutelare e valorizzare i suoi membri più anziani e fragili.

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