L’annuncio dell’avvio del processo di selezione per il Ponte sullo Stretto di Messina ha generato un’inaspettata ondata di interesse, con oltre 3.850 candidature già pervenute nelle prime 24 ore.
I server di Webuild, capofila del consorzio Eurolink incaricato della realizzazione dell’opera, hanno sopportato un picco di oltre 50.000 accessi, un dato che rivela la percezione diffusa del Ponte non solo come un’infrastruttura, ma come un potente motore di sviluppo socio-economico per l’intera nazione.
Questo progetto, da decenni al centro di un dibattito complesso e a tratti controverso, si presenta oggi come un’opportunità tangibile per il rilancio del Mezzogiorno, un’area geografica che aspira a superare le criticità strutturali e a colmare il divario infrastrutturale con il resto del Paese.
L’assegnazione dei lavori a Eurolink, guidato da Webuild, rappresenta un punto di svolta e l’annuncio delle prime assunzioni ha innescato un’entusiasmante risposta da parte di lavoratori qualificati, tecnici e giovani laureati, desiderosi di partecipare a una sfida ingegneristica di tale portata.
L’operazione di recruiting non si limita alla ricerca di semplici operai o personale di supporto; si tratta di costruire un team multidisciplinare di professionisti esperti e di formare nuove competenze, con un forte accento sulla sostenibilità e l’innovazione tecnologica.
L’obiettivo è creare una forza lavoro preparata ad affrontare le complessità di un’opera che integra elementi di ingegneria civile, geotecnica, sismica e ambientale, nel rispetto delle normative più avanzate.
Il processo di selezione, pur nell’attesa di una decisione definitiva da parte della Corte dei Conti, assume un’importanza strategica, segnalando l’accelerazione del cronoprogramma e l’impegno concreto a trasformare una visione ambiziosa in realtà.
La realizzazione del Ponte sullo Stretto non è soltanto la costruzione di un collegamento fisico, ma la creazione di un’opportunità di crescita, di sviluppo e di speranza per un territorio che merita di essere valorizzato e proiettato verso il futuro.
La risposta del pubblico dimostra che questa visione ha profondamente colpito l’immaginario collettivo, alimentando un senso di fiducia e di partecipazione attiva.






