La vigilia delle festività natalizie si presenta come un momento di profonda inquietudine, un contrasto stridente tra l’attesa di auguri istituzionali e una realtà globale segnata da sofferenze indicibili.
Il Natale 2025, purtroppo, rischia di incidersi nella memoria collettiva come uno dei capitoli più dolorosi della storia umana, un’era definita da conflitti e disuguaglianze drammatiche.
A Riace, tuttavia, l’auspicata consueta reciprocità istituzionale si trasforma in un atto di inaspettata ostilità.
Una lettera, proveniente dal governo Meloni e veicolata attraverso le parole del ministro leghista Calderoli, nega l’assenso al gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza, un’area palestinese da oltre due anni assediata e teatro di una catastrofe umanitaria che molti denunciano come genocidio.
A comunicare questo fatto è Mimmo Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare dell’Azione per il Valore della Solidarietà (AVS), esprimendo sconcerto e preoccupazione per una decisione che appare arbitraria e priva di qualsiasi motivazione ragionevole.
La lettera ministeriale, a suo dire, contesta l’iniziativa con accuse infamanti nei confronti del sindaco di Gaza, insinuando legami con l’organizzazione Hamas.
Questa accusa, formulata senza alcuna prova o contraddittorio, solleva interrogativi inquietanti sulla libertà di iniziativa dei Comuni e sulla capacità del governo di comprendere la complessità delle relazioni internazionali.
Lucano si chiede, con legittima amarezza, come un gemellaggio tra due comunità possa configurarsi come una minaccia alla politica estera italiana, una questione che spetta al ministro Antonio Tajani e all’intero governo chiarire.
L’impressione è che le preoccupazioni del governo siano più orientate a monitorare le attività di Riace piuttosto che ad impegnarsi attivamente nella ricerca di una pace duratura in Palestina.
L’intenzione primaria dietro il gemellaggio era quella di manifestare un atto di profonda solidarietà umana, un riconoscimento della sofferenza di un popolo dilaniato dalla guerra e una volontà di trasformare il dolore in speranza.
Il gemellaggio rappresentava la volontà di vedere nei palestinesi esseri umani, al di là di stereotipi e pregiudizi, contrastando la narrazione che li dipinge come terroristi.
Con profonda amarezza, Lucano sottolinea che la decisione ministeriale appare come un tentativo di delegittimare e azzerare l’azione di un Comune che non si limita a gestire problemi amministrativi di routine, ma che aspira ad essere un luogo di accoglienza, di inclusione e di solidarietà.
Un Comune che, a differenza del governo Meloni, non si volta dall’altra parte di fronte alle immagini dei bambini palestinesi vittime del conflitto, ma cerca attivamente soluzioni per alleviare la loro sofferenza e promuovere un futuro di pace e dignità.

