cn citynotizie.it/ivrea numero 01 gennaio 2026 - distribuzione gratuita La tradizione si tramanda con volti leggendari e figure storiche che sfilano insieme Un rito collettivo che si rinnova in Canavese e Valle d’Aosta un’esperienza da leggere, da vedere, ma soprattutto un’emozione da viverecitynotizie.it/ivrea carnevale 2citynotizie.it/ivrea 3 editoriale cn rediese rappresenta un raro esempio di identità che si rinnova senza snaturarsi. La Battaglia delle Arance, con il suo linguaggio simbo- lico di rivolta e partecipazio- ne, è il cuore pulsante di una manifestazione che coinvol- ge l’intera comunità. Non è uno spettacolo calato dall’al- to, ma una narrazione condi- visa, costruita da chi indos- sa una divisa, da chi sfila nei cortei storici, da chi osserva dalle piazze. È il racconto di una libertà conquistata e celebrata anno dopo anno, che continua a parlare alle nuove generazioni attraver- so codici antichi ma ancora comprensibili. Accanto al valore culturale, il Carnevale di Ivrea è anche un potente motore economi- co per il territorio. Alberghi, ristoranti, attività commer- ciali e artigianali beneficiano di un indotto che va ben oltre i giorni della manifestazione. Il Canavese, spesso ai mar- gini dei grandi flussi turistici, trova nel Carnevale una ve- trina internazionale capace di attrarre visitatori dall’Italia e dall’estero, generando oc- cupazione, visibilità e nuove opportunità di sviluppo. Ma il vero punto di forza ri- siede nella capacità di rin- novamento delle tradizioni popolari. Il Carnevale non è un museo a cielo aperto: evolve, si interroga, si apre al dialogo con il presente. Le nuove tecnologie affiancano i rituali secolari, la comuni- cazione cambia, il pubblico si allarga, senza che venga meno il rispetto per la storia e per i suoi simboli. È questa tensione virtuosa tra memoria e futuro che rende il Carnevale di Ivrea, ma anche tutti gli altri Car- nevali storici del territorio canavesano e della bassa Valle d’Aosta, un modello culturale, prima ancora che turistico. Difendere e valorizzare que- sta tradizione significa in- vestire nel capitale sociale di un territorio, rafforzarne il senso di appartenenza e riconoscerne il potenziale economico e culturale. Per- ché il Carnevale di Ivrea non è solo una festa: è una comunità che si racconta, si riconosce e, anno dopo anno, sceglie di continuare a esserci. Calogero Urruso direzione@citynotizie.it Editoriale Carnevale: un rito collettivo che si rinnova DIRETTORE RESPONSABILE Calogero Urruso direzione@citynotizie.it REDAZIONE redazione@citynotizie.it Luigi Benedetto Salvatore Paglia Michele Alberti Vincenzo Mallardo GRAFICA E IMPAGINAZIONE COMGRAF comgraf.it PUBBLICITÀ IDEA DUE Via Circonvallazione 96 Ivrea (TO) Cell. 351 0544073 Tel. 0125 641513 info@ideadue.it STAMPA I.T.S. srl Industrie Tipografiche Sarnub Via Abate Bertone 14 Cavaglià (BI) www.itsarnub.it EDIZIONI DIGIMEDIA info@digimediaweb.com digimediaweb.com TESTATA CITY NOTIZIE citynotizie.it Autorizzazione del Tribunale di Aosta numero 1/2015 del 19 marzo 2015 N° iscrizione ROC: 35991 © City Notizie - All rights reserved Scansiona il QR Code con il tuo smartphone. Resta aggiornato su notizie ed eventi della città di Ivrea Sfoglia online la rivista “CityNotizie Carnevale” in modo semplice e veloce. Tutto il Carnevale di Ivrea a portata di smartphone! 07 il programma 11 la mugnaia 13 violetta Un lungo programma ricco di storia, tradizione, colori, musica. E fagioli grassi Come tradizione vuole, il nome di Violetta sarà svelato solo all’ultimo momento La Mugnaia, esempio di coraggio, determinazione e di liberazione dal sopruso 15 il generale Le sue fatiche iniziano ogni 6 gennaio, quando riceve sciabola e feluca 17 il gran cancelliere La voce della tradizione e della legalità nel Carnevale di Ivrea 19 gli abbà & il podestà 21 i pifferi & i tamburi 23 la battaglia Figure centrali della tradizione civica e simbolica del Carnevale La presenza dei musici alla festa di Ivrea di perde nella notte dei tempi L’aggressività va a braccetto con l’amicizia per uno spettacolo unico e affascinante 25 gli aranceri Spirito combattivo e identitario della comunità eporediese, simbolo della rivolta popolare 45 le tradizioni I prelibati e gustosi fagioli grassi, polenta e merluzzo sommario l Carnevale di Ivrea non è soltanto un evento spettacolare che ogni anno richia- ma migliaia di visitatori: è un patrimonio culturale vivo, un rito collettivo che affonda le sue radici nella storia del Canavese e che continua a parlare al presente. In un tempo in cui molte tradizioni rischiano di diventare folclo- re da cartolina, quello epo- I Il prossimo numero sarà in distribuzione a febbraio. Segui gli aggiornamenti su citynotizie.it/ivrea Per segnalarci iniziative e notizie da pubblicare sul prossimo numero contattateci a: carnevale@citynotizie.it Le immagini, se non diversamente indicato, provengono dai canali ufficiali dei comitati organizzatori. 49 comuni del canavese 62 valle d’aosta Il Carnevale celebrato con forme e usanze proprie, espressione della forte identità territoriale Una festa dalla lunga tradizione che continua a incuriosirecitynotizie.it/ivrea carnevale 4citynotizie.it/ivrea 5 un po’ di storia ggi è facile. Oggi con un te- lefono che sta in una saccoccia e costa poche centinaia di euro è possibile “rubare” volti, immagini, colori, gesti, suoni, rumori (ed è facile ca- pire quanti volti, quante im- magini, quanti colori, quanti gesti, quanti suoni e quanti rumori ci siano nello Storico Carnevale di Ivrea) e spedire tutto in un secondo all’altro capo del mondo. Oggi è fa- cile, si diceva, far conoscere lo spettacolo di quei giorni praticamente ovunque. Ed è normale che praticamente ovunque ci sia interesse per la festa di Ivrea. Ma anche quando i cellulari non esistevano (ma volti, im- magini, colori, gesti, suoni, rumori, quelli c’erano già), quando le notizie correva- no lente e a fatica, quando i mezzi per portarle in giro erano pochi, e pochi se li potevano permettere, la fama del Carnevale di Ivrea, la sua liturgia, la sua tradi- zione, si facevano comun- que conoscere. Già nel 1889 Gaetano De Giovanni, compilatore di un volumetto intitolato “Usi, credenza e pregiudizi nel Canavese”, affermava si- curo che: «… mandiamo alla mal’ora le ubbie e le tri- stezze, e ripigliamo la storia geniale della vita gaia e leg- giadra discorrendo di quelle giovialissime e simboliche usanze che rendono tanto famosi per tutto il mondo ci- vile i Canavesani, e fra essi in ispecie i baldi abitatori della nobilissima e gloriosa città d’Ivrea». E, ancora: «… ma fra le esultanze dei vari paesi Canavesani quella, di cui più suona la fama, è la festa che da molti secoli si celebra in Ivrea, e che è una delle più meravigliose, e direi pietose cerimonie, che un popolo possa mai compiere». Qualche anno prima, nel 1886, la Gazzetta Piemontese citava il Carne- vale ripercorrendo una rap- presentazione teatrale non troppo esaltante: «Essendo ad Ivrea il carnevale inco- minciato, domenica andò in scena il Faust. L’esito fu mediocre, ma a dir giusto, l’aspettazione non era neppure grande nel pubblico, che protestò il te- nore non per la mancanza di voce ma per mancanza affatto affatto di scena». Ogni momento, ogni ele- mento del Carnevale ha il suo fascino, e ci ha messo del suo per farlo conoscere. Ma va da sé che la batta- glia delle arance è l’atto che più di tutti ha spalancato ad Ivrea le porte del mondo. Al punto che già ad inizio secolo si scriveva: «È bene sapere che di carnevale ogni scherzo vale - Però che ti pigli un canchero! - gridava quel forestiero che era capi- tato a Ivrea durante il corso della Mugnaia e s’era busca- to un’arancia in un occhio. Ad Ivrea quando il genero non costava le 50-60 lire di oggi al chilogramma, era famosa la battaglia delle arancie. La gente ne usciva gocciolando come una spremuta». E nel 1932 un cronista raccontava così la battaglia: «Tra poco, nelle anguste vie della città dalle rosse torri, la mischia s’accenderà furibonda, sen- za quartiere. Le bombe a mano - bom- be piuttosto dolciastre, se vogliamo, poiché si tratta d’arance giunte a vagoni appositamente dalla Sicilia - fioccheranno come gran- dine, e gli esercenti, si sa, badano molto all’inco- lumità delle loro vetrine, tanto più che le Compagnie assicuratrici non assumono, per tutta la giornata d’oggi, nessuna responsa- bilità per quanto riguarda i cristalli. Le finestre dei piani superiori sono invece spa- lancate: è il mezzo più si- curo per salvare le vetrate, stando ai dettami della bali- stica locale». Da quei giorni sul Carneva- le di Ivrea sono stati scritti fiumi di inchiostro. Sono sta- te scritte pagine e pagine, così tante che si potrebbero coprire decine e decine di campi da calcio. Sono state scattate migliaia, milioni di foto che sono state guardate, stampate, postate, spedi- te agli angoli del mondo. E sono stati girati ore e ore di video che non basterebbe una vita per guardarli tutti. Eppure per quanto sia stato scritto, per quanto sia stato immortalato, per quanto sia stato ripreso, la magia del Carnevale è difficile da ri- produrre. Perché è una cosa che capisci a fondo solo se la vedi con i tuoi occhi, se la senti con le tue orecchie, se ne respiri l’atmosfera con i tuoi polmoni, se la percepi- sci con la tua anima. E non basta ancora. Se davvero vuoi capirlo, ca- pirlo come si deve, devi vi- verlo. Stare ad un metro dal corteo che sfila. Sentire le arance che sibilano a pochi centimetri da te (col rischio, magari, di essere centrato di straforo). Incrociare il sorriso della Mugnaia. Una fortuna che possono avere in tanti ma non tan- tissimi, perché per quanta gente arrivi le strade di Ivrea non riescono a contenere tutti quelli che vorrebbero essere lì in quei giorni. Allora, per quelli che ci sa- ranno, buon divertimento e buon Carnevale. Per quelli che, invece, non ci potranno esserci, è solo questione di tempo. Perché quando un Carnevale si chiude, un altro comincia a muovere i primi passi per arrivare. E, pun- tualmente, arriverà. Una tradizione che si è fatta conoscere e amare ai quattro angoli del mondo Benvenuti allo Storico Carnevale di Ivrea: un’esperienza da leggere, da vedere, ma soprattutto un’emozione da vivere Ocitynotizie.it/ivrea 7 il programma Il detto “L’Epifania tut- te le feste porta via” non è di casa ad Ivrea. Dove, come tradizio- ne vuole, l’Epifania apre le porte alla festa delle feste: il Carnevale. E allora si parte martedì 6 gennaio con il ritrovo di Pif- feri e Tamburi in Piazza di Città. Ritrovo che inizia alle 8.30 per fare in modo che, a partire dalle 9, possa inizia- re la marcia di apertura del Carnevale 2026 attraverso le vie del centro cittadino. E quindi da Piazza di Città lungo via Palestro, e di lì via Balla, corso Massimo d’A- zeglio, la chiesa San Loren- zo, ancora corso Massimo D’Azeglio, piazza Balla, via Palestro, via Arduino, piaz- za Gioberti, via Guarnotta, Ponte Vecchio, via Gozzano, piazza Lamarmora, via Ca- millo Olivetti, via Di Vittorio, la stazione ferroviaria, corso Nigra, corso Cavour per tor- nare in Piazza di Città. Allo scoccare del mezzogiorno, l’investitura ufficiale delGe- nerale2026in Piazza di Cit- tà, nell’androne del Palazzo Municipale. Il pomeriggio si apre alle 14, con il saluto dei Credendarial Magnifi- coPodestàalla presenza dei gruppi storici in Piazza di Città. Dopo la cerimonia del Sale e del Pane, la par- tenza del Corteo del Gruppo Storico I Credendari verso la Cappella dei Tre Re al Monte Stella: l’arrivo è previ- sto per le 14.40. Alle 15.30 la partenza del corteo con le Componenti dello Storico Carnevale da piazza Otti- netti e che, attraverso via Palestro, via Arduino, via IV Martiri (via Palma), via delle Torri e piazza Castello por- terà i partecipanti in Duomo. Dove, dalle 16.30, si terrà la cerimonia liturgica alla presenza delle autorità cit- tadine, del Generale 2026 e di tutte le componenti dello Storico Carnevale. Al termi- ne, la Cerimonia dei Ceri: il Magnifico Podestà, accom- pagnato dal suo seguito e dal Gruppo Storico I Creden- dari, farà dono al Monsignor Vescovo del cero votivo per invocare la protezione della Madonna sulla Città. Dall’Epifania, con un salto di qualche settimana, si ar- riva a domenica 1° febbra- io. Che si apre alle 9 con le Fagiolate: la distribuzione dei fagioli grassi alle Fagio- late di Bellavista, in piazza I Maggio, e a San Giovanni, in piazza Boves. Fagiolate che riceveranno la visita del Generale, dello Stato Mag- giore e dei Pifferi e Tambu- ri. Alle 10.40 il Sostituto del Gran Cancelliere prenderà in consegna il Libro dei Ver- bali dal Gran Cancelliere per segnare tutti i fatti che si svolgeranno nel corso del Carnevale. Dalle 11 alle 17, in piazza Ottinetti, tutti i sapori del Carnevale. Dalle 11.30 la cerimonia della Pri- se du Drapeau in piazza di Città, la consegna della ban- diera dello Stato Maggiore seguita dalla parata dello Stato Maggiore e dei Pifferi e Tamburi. E una giornata che si apre con i fagioli grassa non può proseguire se non con il pranzo di apertura del Carnevale, che inizierà alle 12.30. Il tempo di rifocillar- si, e il corteo si rimetterà in marcia per raggiungere l’a- bitazione di ciascun Abbà per la cerimonia dell’Alzata: la parrocchia di San Grato (alle 14.30), quella di San Maurizio (alle 15), quella di Sant’Ulderico (alle 15.30), quella di San Lorenzo (alle 16) e quella di San Salvato- re (alle 16.30). La giornata di schiuderà, alle 17, con la Generala, in Piazza di Città. Una settimana passa in fret- ta, ed eccoci proiettati a do- menica 8 febbraio, penulti- ma domenica di Carnevale. Che si apre, alle 9, con la di- stribuzione dei fagioli grassi alle fagiolate di Montenava- le, Cuj dij Vigne (in via Lago San Michele), Torre Balfre- do (in via Grandina) e Santi Pietro e Donato (in via San Pietro Martire). Alle 10 la pa- rata dei carri da getto nelle vie del centro cittadino e la presentazione in piazza del Rondolino. Il mercatino degli aranceri, in piazza Ottinetti, sarà operativo fino alle 17. A mezzogiorno la riappacifica- zione degli abitanti dei Rioni di San Maurizio e del Bor- ghetto sul Ponte Vecchio. Il pranzo della Croazia in Bor- ghetto si aprirà alle 12.30. Nel pomeriggio il secondo momento dedicato all’Alza- ta degli Abbà, a San Grato (alle 14.30), San Maurizio (alle 15), Sant’Ulderico (alle 15.30), San Lorenzo (alle 16) e San Salvatore (alle 16.30). La giornata di schiuderà, alle 17, con la Generala, in Piazza di Città. Pochi giorni di attesa e ar- riverà un giorno particolar- mente intenso: giovedì 12 febbraio, Giovedì Grasso. Il primo appuntamento, la visita del Generale con lo Stato Maggiore, Pifferi e Tamburi, e gli Alfieri, alle scuole cittadine inizierà alle 9, e terminerà con a visita alla scuola elementare Fio- rana per il tradizionale pran- zo. Alle 14 il passaggio dei poteri in Piazza di Città: nel Palazzo Municipale il sinda- co affiderà, simbolicamente, i poteri civili della Piazza al Generale. A seguire, la let- tura dell’Ordinanza del Ge- nerale da parte del Sostituto del Gran Cancelliere, e la calzata del Berretto Frigio. Dalle 14.30 la salita del Ge- nerale a cavalloela marcia del Corteo Storicoda Piazza di Città. I bambini saranno protagonisti, in piazza Otti- netti e in piazza Maretta, di giochi e animazioni, a partire dalle 15. E sempre dalle 15 è in programma la parten- za della Marcia. Alle 16, al passaggio del Corteo, aper- tura della Fagiolata di via Palma (via IV Martiri). Poco dopo, alle 16.15, la visita al Monsignor Vescovo: il Cor- teo Storico sarà ricevuto al Seminario Maggiore, dove il Generale presenterà la ve- scovo gli Ufficiali e gli Abbà, ai quali sarà porto il rituale dono. Abbà ancora prota- gonisti alle 17.30, quando raggiungeranno il Palazzo Municipale per incontrare il sindaco nella Sala Dorata, ricevendo i doni di rito. Alle 18 la Generala in Piazza di Città: al termine del giro i Pifferi e Tamburi eseguiran- no laGeneralain onore del Generale. Ancora un appun- tamento alle 18.30, con la cerimonia diInvestitura de- gli Oditori e degli Intendenti Generali delle Milizie e Genti da Guerra del Canavesein municipio, e dalle 21 la sfi- lata, e l’esibizione, di bande e gruppi ospiti nel centro storico. Un lungo programma ricco di storia, tradizione, colori, musica. E fagioli grassi L’Epifania non porta via tutte le feste: il 6 gennaio, come sempre, prende il via il folle periodo dello Storico Carnevale I continua >citynotizie.it/ivrea carnevale 8citynotizie.it/ivrea 9 il programma abato 14 febbraio, giorno di San Va- lentino, è in questo 2026 anche Sabato di Carnevale. Un sabato che si aprirà alle 8.15 con la vi- sita del Generale, del Sosti- tuto Gran Cancelliere e dello Stato Maggiore alle Autori- tà Militari. Alle 11 la parata della Scorta d’Onore della Mugnaiain piazza Ottinet- ti, e alle 12 la presentazio- ne della Scorta al Generale in Piazza di Città. Dalle 15 un’ora con i Citoyens:una passeggiata nei luoghi del Carnevale a partire da piaz- za Ottinetti. Alle 21, la pre- sentazione della Vezzosa Mugnaia dal balcone del Palazzo Municipale. Dalle 21.30 la marcia del Corteo Storico, fiaccolata goliardi- ca e sfilata delle squadre degli aranceri a piedi lungo il percorso che, da Piazza di Città, porterà i partecipanti, attraverso via Arduino, piaz- za Maretta, via Guarnotta, Ponte Vecchio, via Goz- zano, piazza Lamarmora, corso Nigra, corso Cavour, corso Gallo, corso Botta, piazza Balla, via Palestro e piazza Castello nuovamente in Piazza di Città. Alle 22.30 lo spettacolo pirotecnico sul Lungo Dora, in onore della Vezzosa. A chiudere la gior- nata, dalle 23, il termine del Corteo Storico conil ballo della Mugnaia e del Gene- ralein Piazza di Città, e le feste degli aranceri nelle ri- spettive piazze. E finalmente, domenica 15 febbraio, la domenica di Carnevale. Alle 9 la distribu- zione dei fagioli grassi pres- so le Fagiolate del Castel- lazzo (piazza Maretta), San Lorenzo (Ex Polveriera), via Dora Baltea e San Bernardo (piazza della Chiesa): alle 9.30 il giuramento di fedel- tà del Magnifico Podestàin piazza Castello. Si prosegue alle 10 con la visita della Mu- gnaia e del Generale alla Fa- giolata Benefica del Castel- lazzo,in piazza Maretta, e il giuramento degli Armigerial Podestàin Piazza di Città. Alle 10.30 la cerimonia del- laPreda in Dora,sul Ponte Vecchio. La Mugnaia con il Generale, lo Stato Maggiore e la Scorta d’Onore, assiste- ranno alla Cerimonia dalla sponda destra del fiume. La sfilata dei gruppi ospiti sul Lungo Dora e la presen- tazione in Piazza di Città si svolgerà attorno alle 11, e dalle 13 inizierà l’inquadra- mento dei carri da getto in corso D’Azeglioe la prepa- razione alla battaglia delle arance. Alle 14 l’inizio della marcia del Corteo Storico da Piazza di Città, e la sfila- ta dei gruppi ospiti. E poi la battaglia:le nove squadre a piedi daranno vita alla batta- glia delle arance con i tiratori sui carri da getto nelle piaz- ze di tiro: piazza Ottinetti, Piazza di Città, Borghetto, piazza del Rondolino e piaz- za Freguglia. Alle 15 la sfi- lata e l’esibizione dei grup- pi di sbandieratori in corso Massimo d’Azeglio e dalle 17.30 la Generala in Piazza di Città. Lunedì 16 febbraio, dalle 9.30, le zappate degli Scarli. Il Generale accompagnerà le coppie di sposi designate sul luogo dove sarà innalza- to lo Scarlo: alle 9.30 la par- rocchia di San Maurizio;alle 10la parrocchia di Sant’Ul- derico; alle 10.30quella di San Lorenzo;alle 11quella di San Salvatore e alle 11.30 la parrocchia di San Grato. Alle 12.30 la cerimonia della consegna dell’Albero del- la Libertàin Piazza di Città. Dalle 13 trofeo Pich e Pala in Piazza di Città.Sfida di tiro lungo dell’arancia einqua- dramento dei carri da getto in corso D’Azeglio. Alle 14 la marcia del Corteo Storico a piedi e la visita alle squa- dre degli aranceri: Tuchini del Borghetto, Mercenari, Diavoli, Pantere, Credenda- ri, Scacchi, Arduini, Asso di Picche e Morte, e la batta- glia delle arance. Chiude la giornata, alle 17.30, la Ge- neralain Piazza di Città. Martedì 17 febbraio, ultimo giorno di festa. Alle 11 il Pa- lio degli Aranceri in piazza Ottinetti, alle 13 l’inquadra- mento dei Carri da getto in corso D’Azeglio e alle 14 l’i- nizio della marcia del Corteo Storico e sfilata dei gruppi ospiti con la battaglia delle arance. Dalle 18 la premia- zione delle squadre degli aranceri a piedi e dei carri da getto, in Piazza di Città. In serata, dalle 20.15, la par- tenza del Corteo Storico per l’abbruciamento degli Scarli delle parrocchie di San Mau- rizio, Sant’Ulderico e San Lorenzo. Alle 21.30 l’abbru- ciamento dello Scarlo della parrocchia San Salvatore alla presenza della Vezzosa Mugnaia in Piazza di Città e alle 22.15 l’abbruciamento dell’ultimo Scarlo, Parroc- chia di San Grato in piazza Lamarmora. Alle 22.45 il tradizionale saluto “Arvéd- ze a giòbia ‘n bot” in piazza Ottinetti. Dopo la fine della marcia in piazza Ottinetti, il Generale e lo Stato Mag- giore tenendosi a braccio e cantando la Canzone del Carnevale, si recheranno di corsa al Palazzo Municipale. Alle 23 il verbale di chiusura in Piazza di Città. Mercoledì 18 febbraio, mer- coledì delle Ceneri: alle 11 la tradizionale distribuzione di polenta e merluzzo orga- nizzata dal Comitato della Croazia. Il Mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio, l’ultimo atto della festa del 2026 San Valentino porta il sorriso della Mugnaia e poi toccherà alle battaglie delle arance, il momento più iconico del Carnevale SNext >