Confindustria Canavese, Paolo Conta chiude il mandato guardando alle sfide industriali
L’assemblea del 7 ottobre sarà dedicata all’intelligenza artificiale; l’associazione riunisce oltre 350 aziende per circa 12mila addetti.
Paolo Conta si avvia a concludere i quattro anni alla guida di Confindustria Canavese, iniziati nel 2022. Il passaggio di consegne al successore sarà accompagnato dall’assemblea del 7 ottobre, dedicata all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni che la tecnologia sta imponendo al mondo del lavoro e delle imprese.
Tra i dati affrontati dal presidente uscente c’è quello relativo al numero delle imprese, sceso a 32.134, il valore più basso dell’ultimo decennio. Conta legge però il cambiamento anche nella composizione del tessuto produttivo: il peso delle microimprese è diminuito di due punti percentuali, mentre piccole e medie imprese sono cresciute di circa l’1%. Sono inoltre aumentate le società di capitali.
Secondo Conta, il territorio mantiene una struttura diversificata e non dipende da una sola grande azienda. L’industria rappresenta oltre il 33% degli occupati del Canavese, mentre una parte delle imprese dell’automotive opera nel settore dei veicoli pesanti e dispone di una significativa quota di export. Le aziende associate sono più di 350, per circa 12mila addetti.
Fra i risultati considerati più rilevanti, il presidente indica il coinvolgimento degli associati. Sul fronte delle difficoltà, richiama invece l’assenza di una politica industriale nazionale di lungo periodo e il tema dei costi energetici. Per il futuro invita a mantenere una prospettiva almeno quinquennale e a non lasciarsi frenare dalle resistenze alle novità.
L’intelligenza artificiale, ha osservato, può produrre effetti dolorosi e cancellare professionalità, ma anche crearne di nuove. Il progetto sull’Umanesimo tecnologico, promosso in occasione degli 80 anni di Confindustria, dovrebbe tradursi in novità operative entro la fine dell’anno.