La tragica scomparsa di una neonata, spirata a soli due giorni dalla nascita il 4 dicembre scorso presso il Policlinico di Bari, ha dato avvio a un’indagine complessa e delicata condotta dalla Procura della Repubblica barese.
L’inchiesta, coordinata dalla Procuratore Aggiunto Maria Christina De Tommasi, mira a fare luce sulle circostanze che hanno portato al decesso della piccola, iscrivendo nel registro degli indagati nove figure professionali sanitarie: otto medici, attivi in due strutture ospedaliere distinte – una coinvolta nel percorso di assistenza prenatale della madre e l’altra in cui si è verificato il parto – e un’ostetrica.
L’ipotesi prevalente, al momento, è quella di concorso in omicidio colposo, un’accusa gravissima che presuppone una possibile negligenza o errore in una o più fasi dell’assistenza medica fornita.
La Procura si concentra sull’analisi minuziosa di tutti gli atti clinici, con l’obiettivo di ricostruire la sequenza degli eventi e individuare eventuali fattori critici che potrebbero aver contribuito al decesso.
La scomparsa della neonata solleva interrogativi profondi sull’efficacia dei protocolli di assistenza e sulla corretta applicazione delle procedure sanitarie in contesti delicati come quello del parto.
Oltre all’acquisizione integrale delle cartelle cliniche, elemento fondamentale per la ricostruzione cronologica e dettagliata dell’assistenza ricevuta dalla madre e dalla neonata, la magistratura ha disposto un’autopsia.
Questa autopsia, di particolare rilevanza per l’accertamento delle cause del decesso, sarà eseguita dal medico legale Eloisa Maselli, con l’ausilio del neonatologo Giuseppe Latorre, esperto riconosciuto nel campo della neonatologia, presso l’ospedale Miulli.
L’indagine si prefigge di esaminare la completezza e l’accuratezza delle valutazioni cliniche, la tempestività degli interventi e l’appropriatezza delle terapie somministrate, tenendo conto delle complesse dinamiche che caratterizzano l’assistenza al parto.
La Procura, nel suo operato, agirà con la massima obiettività e imparzialità, garantendo il diritto alla difesa di tutti gli indagati e cercando di fornire una risposta chiara e completa alla famiglia della piccola, tormentata da un dolore immenso e desiderosa di comprendere le ragioni di questa perdita irreparabile.
Il lavoro della magistratura si avvia in un contesto di massima sensibilità pubblica e richiede rigore scientifico e attenzione al dettaglio per tutelare il diritto alla verità e garantire che simili tragiche vicende non si ripetano.







