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Battesimo a Roma: Papa Leone guida un rito di speranza.

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Il resplendente affresco del Giudizio Universale, testimone silenzioso di secoli di fede e di storia, sembrava vibrare di luce durante la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone nella Cappella Sistina.
L’evento, solenne e intimo allo stesso tempo, culminò con l’amministrazione del Sacramento del Battesimo a un gruppo di venti bambini.

Tradizionalmente, la maggior parte dei neonati erano figli di coloro che dedicano il proprio lavoro al servizio del Vaticano, custodi della fede e amministratori del suo patrimonio spirituale e materiale.
L’atto, apparentemente semplice, rappresentava un profondo legame tra la famiglia, la Chiesa e la Città Eterna.

L’omelia del Pontefice trascendeva la consueta formula.

Non si limitò a esortare i genitori alla cura dei propri figli, ma li invitò a comprendere il significato più profondo del battesimo come ingresso in una comunità di fede, un percorso di crescita spirituale e un impegno a trasmettere i valori evangelici alle future generazioni.

“La fede,” affermò con voce ferma ma pacata, “non è un fardello, ma una luce che illumina il cammino, una sorgente di speranza che disseta l’anima.
Nel momento in cui accogliete questi bambini nella Chiesa, assumete anche la responsabilità di nutrirne la fede, di guidarli verso la scoperta della bellezza del creato e della profondità dell’amore divino.

“Papa Leone sottolineò l’importanza di educare i bambini non solo alla conoscenza delle Scritture, ma anche alla comprensione del messaggio di Cristo, un messaggio di misericordia, di perdono e di impegno verso i più deboli.

Li esortò a considerare la fede non come un insieme di dogmi, ma come una relazione personale con Dio, un rapporto vivo e dinamico che si evolve nel tempo.
Il battesimo, spiegò, è un dono prezioso, un’opportunità per iniziare un viaggio di fede che dura tutta la vita.
È un segno di appartenenza alla famiglia universale dei credenti, un invito a testimoniare la fede con le azioni, con la compassione e con l’amore fraterno.
Nell’aria densa di storia e di spiritualità, l’eco delle parole del Pontefice risuonava come un appello alla responsabilità, un invito a coltivare la fede con passione e a trasmetterla alle generazioni future, affinché la luce della speranza possa continuare a brillare nel cuore dell’umanità.
L’evento, un piccolo ma significativo momento nella vita del Vaticano, si concluse con una preghiera silenziosa, un desiderio collettivo per il futuro di quei piccoli, chiamati a diventare testimoni della fede in un mondo sempre più complesso e sfidante.

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