Capoterra e Sardegna colpita da un’emergenza maremoto: eco di un passato traumaticoLa comunità di Capoterra, ancora segnata dal ricordo amaro dell’alluvione del 2008, si trova ad affrontare una nuova, angosciante fase di emergenza.
Se in passato la furia distruttiva si manifestò con l’impeto di fango proveniente dal Rio San Girolamo, devastando la fascia costiera a soli sei chilometri da Cagliari, oggi la minaccia si materializza dalle acque marine, alimentata da una tempesta eccezionale.
Venti impetuosi, con raffiche superiori ai 100 km/h, e un maremoto di inaudita violenza stanno generando onde anomale che hanno invaso le abitazioni delle lottizzazioni Picciau, Maddalena e Frutti D’Oro, creando una situazione di grave pericolo.
Il sindaco Beniamino Garau descrive un quadro di costante monitoraggio, sottolineando l’assenza, per il momento, di ordinanze di evacuazione, ma invitando i residenti a rifugiarsi ai piani superiori come misura precauzionale.
L’intervento dei vigili del fuoco, con mezzi anfibi capaci di operare anche su strade sommerse, si è rivelato cruciale per soccorrere i residenti delle abitazioni a piano terra, in una dinamica di emergenza che richiede un coordinamento rapido e flessibile.
La vulnerabilità del territorio sardo, già provata da eventi meteorologici estremi, emerge con chiarezza.
L’episodio non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto di crescente fragilità ambientale, esacerbata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione selvaggia che ha spesso compromesso la capacità di risposta del territorio.
La ricostruzione post-alluvione del 2008, pur avendo portato a interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, non è stata in grado di eradicare la radicata esposizione delle comunità costiere.
L’emergenza ha comportato la chiusura temporanea della statale 195 Sulcitana, un’arteria vitale per i collegamenti con Cagliari e Pula, interrompendo la viabilità e creando disagi per i pendolari e le attività commerciali.
Sono state predisposte percorsi alternativi, sfruttando strade comunali, provinciali e consortili, per garantire la continuità dei collegamenti, pur con maggiore lentezza.
Anche la statale 389, nel Sassarese, risulta impraticabile a causa dell’allagamento, evidenziando una situazione di emergenza diffusa che interessa diverse aree dell’isola.
Le squadre Anas e le Forze dell’Ordine sono attive sul campo per rimuovere i detriti e ripristinare la normale circolazione, ma le previsioni meteorologiche non promettono un rapido miglioramento.
L’episodio pone interrogativi urgenti sulla necessità di una revisione strategica delle politiche di pianificazione territoriale, investendo in infrastrutture resilienti, sistemi di allerta precoce più efficaci e, soprattutto, promuovendo una cultura della prevenzione e dell’adattamento che coinvolga attivamente le comunità locali, rafforzando il tessuto sociale e la capacità di risposta collettiva di fronte alle sfide imposte da un clima sempre più imprevedibile.
La resilienza della Sardegna si giocherà anche sulla capacità di imparare dai propri errori e di costruire un futuro più sicuro e sostenibile per le generazioni a venire.







