PUBBLICITÀ
Cronaca

Chi ha un tumore corre un rischio più alto di trombosi, agli Ifo di Roma una panchina gialla per sensibilizzare

Condividi WhatsApp Facebook X
Chi ha un tumore corre un rischio più alto di trombosi, agli Ifo di Roma una panchina gialla per sensibilizzare

Sedersi un momento, inquadrare un codice QR e scoprire che la trombosi, nel paziente oncologico, si può prevenire e curare. È il messaggio della panchina gialla inaugurata oggi agli Ifo, all'ingresso dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, alla vigilia del World Thrombosis Day del 13 ottobre. Donata dall'associazione Vincere la Trombosi Federica Ambassador, la panchina resterà come segno permanente di sensibilizzazione e offrirà a pazienti, familiari e cittadini informazioni su fattori di rischio e sintomi. All'inaugurazione hanno partecipato Livio De Angelis, direttore generale degli Ifo; Giuseppe Vercillo, responsabile dell'Ambulatorio di Emostasi e Trombosi; Paolo Santini, Ambulatorio di Emostasi e Trombosi, e Federica Fedele, fondatrice e presidente dell'associazione.  

"Chi ha un tumore ha una maggiore probabilità di sviluppare coaguli nelle vene, soprattutto delle gambe, una condizione chiamata trombosi venosa profonda che, se un frammento raggiunge i polmoni, può causare un’embolia polmonare - ricordano gli Ifo in una nota - Nei pazienti oncologici il rischio è da 4 a 7 volte più alto rispetto alla popolazione generale. Contano il tipo di tumore (pancreas, stomaco e polmone sono tra quelli che più lo influenzano), lo stadio della malattia, alcune terapie, gli interventi chirurgici, i periodi di immobilità e la presenza di un catetere venoso centrale. La trombosi può anche non dare sintomi evidenti e interferire con le cure: per questo conoscerla e valutarla per tempo è così importante".  

È il lavoro dell'Ambulatorio di Emostasi e Trombosi del Regina Elena, che segue il paziente dalla valutazione del rischio alla diagnosi, dalla prevenzione al trattamento. Lavora fianco a fianco con il Settore di Coagulazione, impegnato da anni nella ricerca di marcatori nel sangue capaci di individuare in anticipo i pazienti più esposti, e quando serve indaga eventuali predisposizioni ereditarie o acquisite. Un punto è decisivo: la profilassi con anticoagulanti non è indicata per tutti, perché riduce il rischio di coaguli ma aumenta quello di sanguinamento. Ogni scelta va quindi pesata sulla singola persona, sulla sua malattia e sulle terapie in corso. 

PUBBLICITÀ

"Prevenire e curare la trombosi è parte integrante del percorso di cura oncologico - afferma Vercillo - Per questo scegliamo per ciascun paziente la strategia più appropriata, evitando trattamenti non necessari e possibili effetti indesiderati. Ai pazienti diciamo di non preoccuparsi, ma di non trascurare: un sintomo nuovo o insolito va sempre segnalato al nostro centro o, in alternativa, all'Oncologia di riferimento".  

"Non curiamo soltanto una malattia, ci prendiamo cura della persona - sottolinea De Angelis - Questo significa guardare oltre il tumore, prevenire le complicanze e accompagnare ogni paziente con competenze specialistiche integrate. La panchina gialla rende visibile questo impegno e richiama tutti all’importanza della prevenzione e dell'informazione".  

"La panchina gialla non è un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso da costruire insieme agli Ifo per dare sempre più spazio alla prevenzione - evidenzia Fedele - Con il giallo vogliamo rendere visibile ciò che spesso non si vede: il rischio di trombosi, dietro il quale può esserci una vita da proteggere". In occasione dell'inaugurazione, gli Ifo presentano anche la nuova guida 'Cancro e trombosi. Conoscere il rischio, riconoscere i sintomi, sapere quando chiedere aiuto', un ulteriore strumento per ricordare che la trombosi non è una conseguenza inevitabile del tumore e che una valutazione specialistica può fare la differenza. 

Fonte: Adnkronos
PUBBLICITÀ

Per approfondire