La vicenda del crollo del ponte di Sant’Ambrogio, che ha generato un’onda sismica di conseguenze istituzionali e legali, ha innescato un’indagine formale da parte del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.
L’atto di dimissioni dell’amministratore unico, Francesco Galli, a seguito del tragico evento, ha accentuato la gravità della situazione, proiettando un’ombra di incertezza sul futuro della struttura e sulla gestione dei suoi processi decisionali.
L’intervento del NAS, un corpo specializzato nell’accertamento di irregolarità in ambito sanitario e alimentare, testimonia la complessità delle implicazioni che emergono dalla tragedia.
La visita preliminare condotta dai militari dell’Arma, pur non esaustiva, segna l’inizio di un’indagine volta a verificare la conformità dell’ospedale a normative e standard di sicurezza, qualità e correttezza amministrativa.
Si tratta di un’operazione che va ben oltre la mera constatazione del danno strutturale causato dal crollo, estendendosi alla verifica delle procedure interne, alla valutazione della governance e alla possibile accertamento di responsabilità.
La denuncia presentata dai rappresentanti dei lavoratori (Rsu) alla polizia, attualmente in attesa di essere formalmente acquisita dall’ufficio inquirente, rappresenta un tassello cruciale di questa indagine.
La denuncia, che si presume contenga dettagliatamente le presunte irregolarità riscontrate, potrebbe rivelare criticità legate alla manutenzione del ponte, alla gestione della sicurezza e all’applicazione delle normative in materia di prevenzione.
La sua acquisizione in procura segnerà l’apertura di un’indagine giudiziaria vera e propria, con la possibilità di interrogatori, perquisizioni e sequestri di documenti.
La visita del NAS non è un atto isolato, ma un segnale di come la vicenda del ponte di Sant’Ambrogio abbia innescato un meccanismo di controlli a più livelli.
Oltre all’indagine penale, la vicenda potrebbe portare a verifiche da parte di organi di vigilanza come l’Agenzia Nazionale per la Salute, la Sicurezza e i Diritto nel Lavoro (ASL) e la Regione Lombardia, che potrebbero imporre sanzioni amministrative e prescrivere interventi correttivi.
La vicenda solleva inoltre interrogativi fondamentali sulla responsabilità della direzione ospedaliera, dei progettisti, delle imprese coinvolte nella costruzione e manutenzione del ponte, e sull’efficacia dei sistemi di controllo e di allarme precoce.
La trasparenza nell’accesso alle informazioni e la collaborazione con le autorità investigative saranno elementi cruciali per ricostruire la verità e garantire che tali tragedie non si ripetano.
Il futuro dell’Ospedale San Raffaele, e la fiducia che il pubblico ripone nelle sue strutture, dipenderanno in gran parte dall’esito di questa complessa indagine e dalle misure che verranno adottate per sanare le criticità emerse.

