Un’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Torino ha sollevato un’ulteriore complessità nella delicata vicenda legale che coinvolge John Elkann, figlio di Umberto Agnelli e nipote di Marella Caracciolo.
Il GIP ha disposto che la Procura formuli un’imputazione specifica, una cosiddetta “imputazione coatta”, nei confronti di Elkann e del commercialista Gian Luca Ferrero, in relazione a presunte irregolarità fiscali legate alla residenza in Italia della defunta Marella Caracciolo.
Questa decisione si pone in netta contrapposizione con la richiesta di archiviazione presentata dai pubblici ministeri, i quali avevano ritenuto l’evidenza insufficiente a sostenere l’accusa.
La scelta del GIP introduce un elemento di inattesa discontinuità procedurale, poiché l’archiviazione proposta per altri soggetti coinvolti nella vicenda è stata accolta, mentre per Elkann e Ferrero si apre una nuova fase di indagine con formulazione di accuse che i PM avevano precedentemente giudicato infondate.
Questa divergenza sottolinea la discrezionalità del GIP nell’interpretazione delle prove e nell’esercizio del suo potere decisionale nell’ambito delle indagini preliminari.
Parallelamente, un altro giudice sta esaminando la richiesta di “messa alla prova di.
Gli avvalorato da ciò.

