La decisione presa dalla famiglia che aveva eletto il bosco di Palmoli a dimora, un atto di profonda coerenza con le proprie convinzioni, ha visto un punto di svolta.
Di fronte a preoccupazioni legittime legate alle condizioni igienico-sanitarie della loro abitazione, che avevano generato un provvedimento del Tribunale per i Minorenni riguardante l’allontanamento dei tre figli, i genitori hanno optato per una soluzione transitoria, accettando l’offerta di un immobile privato.
Questa scelta, comunicata attraverso un dettagliato comunicato stampa curato dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, non costituisce un atto di resa, bensì una strategia volta a garantire l’incolumità e il benessere dei minori, nel rispetto delle prescrizioni giudiziarie.
Il gravame presentato contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni mira alla sua revoca, ma soprattutto, intende offrire una ricostruzione accurata e completa della vicenda, smontando narrazioni distorte e semplificazioni che l’hanno caratterizzata.
La decisione di accogliere l’offerta di alloggio temporaneo rappresenta un compromesso necessario, un atto pragmatico volto a proteggere i diritti fondamentali dei bambini, consentendo parallelamente la realizzazione delle migliorie strutturali richieste.
Non si tratta di una rinuncia all’autodeterminazione familiare, né di un allontanamento definitivo dal proprio stile di vita, ma di una misura temporanea, funzionale a garantire la conformità alle norme e a preservare la possibilità di ritornare nella propria abitazione, ripensata e migliorata.
La famiglia, profondamente radicata nei propri valori e nella propria visione della vita, intende riaffermare il proprio diritto a vivere secondo le proprie convinzioni, senza rinunciare al rispetto delle leggi e alla responsabilità verso i propri figli.
I legali sottolineano l’importanza di una corretta interpretazione degli eventi, al di là di strumentalizzazioni mediatiche che rischiano di offuscare la complessità della situazione e di ledere la dignità della famiglia.
L’obiettivo primario resta la tutela dei minori e il ristabilimento di un equilibrio che consenta loro di crescere in un ambiente sicuro e sereno, pur mantenendo la possibilità di ritornare alla propria dimora, custode della loro identità e del loro stile di vita.






