Femminicidio Federica Torzullo, al via il processo. La mamma della vittima: "Carlomagno non ha avuto coraggio di guardarmi"
Si è aperto davanti alla Prima Corte di Assise di Roma il processo che vede imputato Claudio Carlomagno, accusato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, occultamento e vilipendio di cadavere della moglie, Federica Torzullo, uccisa il 9 gennaio scorso ad Anguillara Sabazia. Il corpo della donna era stato ritrovato il 18 gennaio in un terreno nei pressi dell’azienda dell’uomo. Nella prima udienza la difesa di Carlomagno, reoconfesso e presente in aula, ha chiesto alla Corte di sospendere il giudizio e sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale della nuova fattispecie di femminicidio, introdotta lo scorso anno e contestata nel processo, sostenendo la violazione “del principio di uguaglianza” e la presenza di “opacità” nella norma.
L’articolo 577 bis del codice penale prevede la pena dell’ergastolo per “chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali”. Alla questione sollevata dalla difesa si sono opposte le parti civili e in particolare l’avvocato Nicodemo Gentile, legale di parte civile del padre di Federica, che ne ha sottolineato “l’infondatezza”. “Siamo all’anno zero - ha detto l’avvocato Gentile - la rivoluzione deve partire dalle aule di giustizia. Il reato di femminicidio ci dice che esiste il movente di genere. Siamo in guerra e chiediamo una pagina di storia nuova”. La Corte, dopo una camera di consiglio, ha rigettato la richiesta del difensore di Carlomagno ritenendo “non rilevante la questione di legittimità costituzionale”.
Nel procedimento oltre ai genitori di Federica, anche come tutori legali del figlio della coppia, si sono costituiti parte civile anche la sorella della vittima, le associazioni “Differenza Donna”, “Insieme a Marianna, “Giardini Segreto”, “Vittime Vulnerabili di reato”, “Per Marta e per tutte” e “Scuola di Atene”. Al termine dell’udienza la madre di Federica, Roberta Virgulti, ha urlato contro l’imputato “Guardami in faccia”. La prossima udienza si terrà il 16 novembre.
“È dura, da qui all’eternità sarà sempre dura. Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia, dopo il rapporto che aveva con me. Lui mi aveva chiesto, nonostante la separazione, se i nostri rapporti sarebbero rimasti gli stessi e io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia”. Così Roberta Virgulti, madre di Federica Torzullo, al termine della prima udienza davanti alla Prima Corte d’assise di Roma del processo in cui è imputato Claudio Carlomagno, accusato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, occultamento e vilipendio di cadavere. “Quello che ha fatto è qualcosa di atroce, ha fatto di tutto a mia figlia, è stato un massacro. Ha voluto cancellare tutti noi, non solo lei. Ha voluto cancellare tutto quello che eravamo, perché lui con noi non stava male, stava bene. Ha voluto cancellare perché non avrebbe fatto più parte come prima di questa realtà, quindi lui ha voluto disintegrare tutti noi”, ha detto la donna.




