Un’ombra di sgomento si è allungata sul liceo Carducci, istituto scolastico situato in via Asmara, nel cuore del quartiere Africano a Roma.
Un atto di estrema gravità, un’eco inquietante della vicenda che aveva precedentemente scosso il liceo Giulio Cesare, ha colpito la comunità studentesca: la comparsa di una “lista stupri” all’interno di uno dei bagni al terzo piano.
Questo gesto vile, manifestato attraverso graffiti apposti sulle pareti, ha immediatamente generato un clima di profondo turbamento e preoccupazione, riaprendo ferite e sollevando interrogativi urgenti sulla sicurezza, il rispetto e la cultura della convivenza civile all’interno del contesto scolastico.
Le scritte, di contenuto allarmante, includevano inizialmente i nomi di due studentesse.
Tuttavia, in un gesto che non lenisce la gravità dell’atto, ma suggerisce forse un tentativo goffo di rimozione delle prove, i nomi sono stati successivamente cancellati con un pennarello dagli stessi responsabili.
Questa azione, seppur parziale, non annulla la violazione della privacy e il profondo disagio causato alle studentesse coinvolte e a tutta la comunità scolastica.
L’episodio solleva questioni complesse che vanno ben oltre la semplice vandalismo.
Si tratta di un atto di bullismo particolarmente grave, che incarna un linguaggio di minaccia e intimidazione, alimentato da dinamiche di potere e da una potenziale mancanza di consapevolezza sulle conseguenze delle proprie azioni.
L’eco della vicenda del Giulio Cesare, che aveva portato alla luce dinamiche sociali preesistenti e problematiche di bullismo diffuse, amplifica l’urgenza di un’analisi approfondita delle cause scatenanti e dei fattori di rischio presenti nel liceo Carducci.
L’istituzione scolastica, insieme alle famiglie e alle autorità competenti, si trova ora di fronte alla sfida di affrontare questo fenomeno con determinazione e sensibilità.
È imperativo rafforzare i programmi di educazione civica e sessuale, promuovere il dialogo aperto e costruttivo tra studenti, insegnanti e genitori, e implementare misure di prevenzione e contrasto al bullismo che siano realmente efficaci e mirate.
È cruciale creare un ambiente scolastico sicuro, inclusivo e rispettoso, dove ogni studente si senta protetto, valorizzato e libero di esprimere le proprie opinioni senza timore di giudizio o di ritorsioni.
L’indagine è in corso, con l’obiettivo di identificare i responsabili e di accertare le motivazioni alla base di un gesto che ha profondamente scosso la comunità scolastica e riaperto un dibattito urgente e necessario sulla cultura del rispetto e della responsabilità.
La scuola, in questo contesto, non è solo un luogo di apprendimento, ma anche un laboratorio di crescita civile e morale.






