Un gesto di profonda commozione e impegno istituzionale ha segnato i giorni recenti: una telefonata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Armanda Colusso Trentini, madre di Alberto Colusso, cooperante italiano ingiustamente detenuto in Venezuela da più di un anno.
Questa comunicazione, carica di significato, trascende la semplice manifestazione di vicinanza, configurandosi come un solido pilastro di supporto morale per la famiglia Colusso e un chiaro segnale dell’attenzione costante dell’Italia verso un caso che tocca nel profondo la coscienza nazionale.
La decisione del Presidente Mattarella si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione e frustrazione, espressa apertamente dalla signora Colusso, la quale, con coraggio e dignità, ha recentemente manifestato la sua angoscia di fronte alla prolungata impasse della situazione.
La richiesta di un intervento più incisivo da parte del governo, motivata dalla persistenza della detenzione e dalla mancanza di progressi verso una liberazione, ha trovato eco nel gesto del Capo dello Stato.
Questo atto non è un semplice cortigiano protocollo; si configura come un richiamo ai valori fondanti della Repubblica Italiana: la tutela dei propri cittadini, anche quando si trovano in condizioni di vulnerabilità all’estero, e la difesa dei principi di giustizia e legalità.
Il Presidente, esercitando il suo ruolo di garante costituzionale, ha voluto sottolineare l’importanza di non lasciare Alberto e la sua famiglia soli, confermando l’impegno dell’Italia a lavorare attivamente per la sua liberazione.
La telefonata rappresenta, inoltre, un momento significativo per ribadire la complessità delle relazioni internazionali e le sfide poste dalla diplomazia in situazioni di crisi.
La detenzione di Alberto Colusso, immersa in un delicato contesto politico e sociale venezuelano, richiede un approccio diplomatico sensibile, paziente e costante, che tenga conto delle dinamiche locali senza compromettere la ferma rivendicazione del diritto alla libertà e al giusto processo.
Il gesto del Presidente, oltre a fornire conforto immediato alla famiglia, ha il potenziale di rafforzare la pressione diplomatica e di sensibilizzare l’opinione pubblica, sia in Italia che a livello internazionale, sulla vicenda di Alberto Colusso.
Si tratta di un monito a non dimenticare, a non arrendersi di fronte alle difficoltà, e a continuare a lavorare instancabilmente per il ritorno di Alberto tra i suoi cari.
La speranza è che questo gesto, carico di significato e di impegno, possa contribuire a sbloccare una situazione che richiede una soluzione rapida e giusta.

