Nel cuore di una vicenda avvolta nel mistero e nel dolore, emerge la voce di Marco Mottola, figura centrale nel processo per l’omicidio di Serena Mollicone.
Di fronte al tribunale, l’imputato, affiancato dai genitori anch’essi coinvolti nell’indagine, ha proclamato la propria innocenza, tracciando un quadro di estraneità e ignoto rispetto agli eventi che hanno portato alla tragica conclusione della vita di Serena, la giovane di diciotto anni il cui corpo fu rinvenuto in un boschetto di Arce, nel Frosinone, il primo giugno del 2001.
La dichiarazione spontanea di Mottola non si limita a un mero rifiuto di accusa, ma si articola in un tentativo di ricostruzione, seppur frammentaria, di quel fatidico giorno.
L’affermazione categorica della non responsabilità si estende ai propri familiari, sottolineando un senso di disorientamento e impotenza di fronte all’ignoto perpetratore del crimine.
La negazione di un incontro con la vittima – “Lei quel giorno non è mai venuta da me” – introduce un elemento chiave per la difesa, un tentativo di confutare la possibilità di un coinvolgimento diretto, suggerendo che la dinamica degli eventi non si è svolta come ipotizzato dagli inquirenti.
L’omicidio di Serena Mollicone ha scosso profondamente la comunità locale e sollevato interrogativi complessi.
La giovane, brillante studentessa e promessa del futuro, si è spenta in circostanze ancora oscure, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile e una famiglia devastata.
Il caso, caratterizzato da depistaggi, incongruenze e testimonianze contrastanti, ha subito numerose vicissitudini giudiziarie, alimentando speculazioni e teorie alternative.
La figura di Marco Mottola, al centro di un intricato intreccio di relazioni familiari e sociali, si trova a dover difendere la propria reputazione e a rispondere alle accuse che lo vedono coinvolto in una vicenda così drammatica.
La sua dichiarazione, sebbene volta a negare la responsabilità, apre una finestra sulle dinamiche complesse che hanno portato alla morte di Serena, ponendo l’attenzione sulla necessità di ricostruire, con rigore e accuratezza, la sequenza degli eventi e le motivazioni che hanno spinto qualcuno a compiere un gesto così efferato.
La ricerca della verità, in questo caso, si presenta come un percorso arduo, costellato di ostacoli e incertezze, ma essenziale per rendere giustizia a Serena e per alleviare il dolore dei suoi cari.
La testimonianza di Mottola, lungi dall’essere una semplice smentita, segna un nuovo capitolo in questa intricata vicenda, un capitolo che dovrà essere attentamente analizzato alla luce delle prove e delle testimonianze che emergeranno nel corso del processo.







