L’inchiesta sulla tragica scomparsa di Franka Ludwig, la compagna dello chef Emiliano Milza, indagata per omicidio nel fiorentino, si allarga a un intricato scenario di presunte manipolazioni e decessi sospetti.
Al centro di questa nuova escalation investigativa vi è la morte di una donna peruviana, assistente personale e badante dell’anziana madre di Milza, evento verificatosi nel dicembre 2024 e ora oggetto di approfonditi accertamenti da parte della procura fiorentina.
Secondo quanto emerso dalle carte dell’indagine, la donna, intorno ai quarant’anni, era affetta da una condizione patologica piastrinosi, che avrebbe reso necessaria un intervento di isterectomia.
In un contesto di vulnerabilità emotiva e finanziaria, Milza avrebbe sfruttato la situazione, convincendola a sottoscrivere una polizza assicurativa sulla vita a beneficio dei suoi figli rimasti in Perù.
La promessa di Milza era chiara: riscuotere l’indennizzo e assicurare il sostentamento dei bambini.
Tuttavia, il quadro si fa più oscuro con le rivelazioni emerse dalle confidenze della donna a persone vicine.
Milza, si presume, avrebbe ripetutamente somministrato alla badante dosi eccessive di farmaci sedativi, manipolando la sua percezione e capacità di resistenza.
Un messaggio compromettente, recapitato a un’amica, rivela inquietanti dettagli: “Oggi il mio capo ha visite e ha dato la pastiglia per dormire alla mamma – credo che anche a me l’ha data.
Ho sentito l’acqua un po’ strana, però non dirlo a nessuno.
Per qualsiasi cosa archivia questo messaggio.
” Questo frammento suggerisce un’atmosfera di controllo e intimidazione, volto a silenziarla e a nascondere le sue preoccupazioni.
La morte di Franka Ludwig, avvenuta in circostanze che lasciano presagire un’intossicazione da benzodiazepinico – sostanza che Milza avrebbe somministrato in modo occulto – e l’esecuzione materiale dell’atto perpetrata da Simona Hirsh, amica della coppia, costituiscono il fulcro dell’indagine principale.
Le dichiarazioni auto-accusatorie di Hirsh, rivelatesi cruciali per le indagini, gettano ulteriore luce sulla complessità del caso.
Un’esclamazione, un sussurro in un momento di sconforto, tradisce un senso di costrizione: “Scusa, ma ho dovuto fare così… ho dovuto ammazzarti.
” Un altro frammento, carico di rimorso e potenziali implicazioni, emerge: “Se avessi saputo che… la tua amica.
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era la mamma del bambino.
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non l’avrei buttata nello sprofondo così.
” Questa frase suggerisce la presenza di un ulteriore elemento scatenante e un’ossessiva preoccupazione per il segreto di una relazione, forse legata alla paternità.
L’indagine ora si concentra sul possibile legame tra le due morti, esaminando se la scomparsa della badante peruviana sia da considerarsi un evento isolato o parte di un piano più ampio orchestrato da Milza per ottenere benefici economici e occultare la verità sulla morte di Franka Ludwig.
La connessione tra le due tragedie, le manipolazioni psicologiche, l’uso di farmaci e il ruolo di Simona Hirsh sono i nodi cruciali che gli inquirenti si apprestano a disbrogliare.

