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Puglia, prima neve: paesaggi incantati e scuole chiuse

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Un manto candido ha avvolto la Puglia settentrionale durante la notte, segnando l’inizio di una stagione invernale che si preannuncia intensa.

Un evento meteorologico significativo, la prima vera nevicata stagionale, ha colpito con particolare intensità i Monti Dauni e il promontorio del Gargano, estendendosi poi, in forma più lieve, alle aree collinari della provincia di Bari.
Il paesaggio, solitamente caratterizzato da un clima mite, si è trasformato sotto il peso di un accumulo nevoso che, in alcune località, ha superato i dieci centimetri.
Castel del Monte, fortezza medievale simbolo della provincia di Barletta-Andria-Trani, si è vestita di bianco, mentre i tetti delle abitazioni di centri come Minervino Murge e Spinazzola riflettono la luce pallida della neve appena caduta.
La prudenza ha guidato le decisioni delle amministrazioni locali.
Numerosi sindaci dei comuni montani, tra cui Monteleone di Puglia, Panni, Accadia, Sant’Agata di Puglia e Faeto, hanno emesso ordinanze di chiusura delle scuole, priorità assoluta per garantire la sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico.

L’atto amministrativo non è solo una risposta all’emergenza, ma una dimostrazione di responsabilità verso la comunità scolastica, in attesa di un quadro meteorologico più favorevole.

Anche Monte Sant’Angelo, cuore spirituale del Gargano, ha sospeso le attività scolastiche e ha esteso le misure di sicurezza alla chiusura del cimitero, del centro di raccolta comunale e delle aree verdi, anticipando i potenziali pericoli derivanti dalla caduta di neve e dal possibile distacco di rami.
Simile provvedimento è stato adottato a San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, confermando la gravità della situazione.
Nonostante l’impatto visivo e le precauzioni adottate, la circolazione stradale non ha subito interruzioni significative, ad eccezione di un tratto della provinciale 48, tra San Nicandro Garganico e San Marco in Lamis, dove le squadre della Protezione Civile stanno intervenendo per rimuovere alberi caduti a causa del peso della neve, evitando così potenziali blocchi della viabilità.

L’evento, che ha coinvolto anche Corato in provincia di Bari, testimonia un’anomalia climatica che risuona in un contesto globale segnato da cambiamenti ambientali sempre più marcati, invitando a una riflessione più ampia sulla vulnerabilità del territorio e sulla necessità di rafforzare le strategie di adattamento e resilienza di fronte a fenomeni meteorologici estremi.

La neve, bellezza effimera, si rivela anche campanello d’allarme.

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