La scomparsa di Annabella Martinelli, studentessa di giurisprudenza residente a Teolo (Padova) e iscritta all’università di Bologna, ha innescato un’indagine complessa che assume ora la denominazione di “sequestro di persona contro ignoti”.
La scelta, formalizzata dalla Procura di Padova, rappresenta un’evoluzione strategica volta a ampliare il campo delle investigazioni e a superare le limitazioni imposte da un’indagine iniziale incentrata su altre ipotesi.
L’adozione di questa qualificazione giuridica consente alle forze dell’ordine, in particolare ai Carabinieri, di esercitare un potere investigativo più ampio, non vincolato a specifici sospettati o a un quadro accusatorio predefinito.
Si apre così la possibilità di scandagliare ogni aspetto della vita della giovane, analizzando non solo i tabulati telefonici – che rappresentano una traccia fondamentale – ma anche i profili digitali, i contatti online e le dinamiche che hanno portato alla disattivazione del sito web personale e della pagina Facebook di Annabella.
La scomparsa, avvenuta nella serata del 7 gennaio, si presenta come un enigma avvolto nel mistero.
La Procura, consapevole della delicatezza e della potenziale complessità del caso, ha optato per un approccio metodologico rigoroso, orientato alla raccolta di prove e alla ricostruzione dettagliata degli eventi antecedenti la scomparsa.
L’analisi dei profili digitali, in particolare, è cruciale.
La disattivazione improvvisa di piattaforme online come il sito web personale e la pagina Facebook suggerisce un’azione deliberata, potenzialmente collegata alla scomparsa stessa.
Si tratta di accertare se tale azione sia stata volontaria, frutto di una decisione personale della giovane, o se sia stata imposta da terzi.
L’indagine non si limita, quindi, alla ricerca di un sequestratore tradizionale, ma esplora scenari più ampi, che potrebbero includere coercizione psicologica, estorsione online, o addirittura una fuga pianificata, sebbene le circostanze attuali rendano quest’ultima ipotesi meno probabile.
La Procura, forte del potere investigativo derivante dalla qualificazione di “sequestro di persona”, intende vagliare ogni pista, interrogare testimoni, analizzare documenti e riscontrare eventuali anomalie.
L’obiettivo primario resta la localizzazione di Annabella Martinelli e l’accertamento delle circostanze della sua scomparsa.
La scelta di un approccio investigativo aperto e flessibile è volta a garantire che nessuna ipotesi venga preclusa e che ogni elemento utile venga scrupolosamente esaminato, nella speranza di fare luce su questo drammatico evento e restituire una risposta alla famiglia e alla comunità.







