Il silenzio improvviso che avvolge “La Città del Sole”, storica bottega di giocattoli nel cuore di Perugia, è il sintomo di una ferita profonda, un lutto inaspettato che ha colpito l’intera comunità.
Un cartello, essenziale e commovente, svela la ragione: “Chiusi per tristezza”.
La causa? La sparizione di Orsetto, un pupazzo a dir poco iconico, capace di emanare bolle di sapone che danzavano leggere sulle pietre del centro storico, regalando sorrisi a bambini e adulti.
La notizia, rapidamente diffusa dai media locali, ha scatenato un’ondata di sgomento e indignazione.
Sul profilo Facebook del negozio, un messaggio carico di dolore e amarezza descrive l’evento come “un atto triste e intollerabile”.
Orsetto non era semplicemente un giocattolo, ma un simbolo, un punto di riferimento per generazioni di perugini.
Era la scintilla che accendeva la gioia in un angolo della città, un elemento inaspettato ma imprescindibile del paesaggio urbano.
Monica Marchesini, titolare de “La Città del Sole”, ha espresso il suo sgomento al Messaggero: “Sta qui con noi da dieci anni, quando mi hanno chiamato per dirmi che qualcuno lo ha rubato non ci volevo credere”.
La perdita di Orsetto non è solo una questione commerciale, ma una perdita emotiva che incide sul tessuto sociale del quartiere.
La bottega, da sempre luogo di incontro e di meraviglia, si è spenta insieme alla sua mascotte, riflettendo un senso di smarrimento che va oltre il mero furto.
La sparizione di Orsetto solleva interrogativi più ampi sul valore dell’affetto, della memoria collettiva e dell’importanza degli elementi apparentemente insignificanti che contribuiscono a definire l’identità di un luogo.
La sua scomparsa, oltre a destare preoccupazione, incita alla riflessione sull’importanza di proteggere il patrimonio immateriale delle comunità, quel patrimonio fatto di tradizioni, di personaggi simbolici e di piccoli gesti quotidiani che rendono un luogo unico e speciale.
La comunità perugina è stata invitata a collaborare attivamente nella ricerca di Orsetto.
La speranza è che possa presto tornare a rallegrare le vie del centro storico, riaccendendo il sorriso sui volti dei bambini e riportando la “Città del Sole” a brillare di nuova luce.
La sua scomparsa rappresenta una ferita aperta, ma anche una chiamata alla responsabilità collettiva e alla riscoperta del valore inestimabile dei piccoli tesori che ci circondano.





