L’ennesimo atterraggio in elicottero sulle piste da sci ha innescato un’azione decisa da parte dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, che ha sospeso cautelativamente la licenza di volo a Bortolo Giorgio Oliva, l’imprenditore bresciano protagonista di una serie di episodi controversi.
L’episodio, verificatosi sul comprensorio sciistico Maniva, in provincia di Brescia, si inserisce in un quadro di comportamenti che hanno sollevato interrogativi sulla sicurezza e sul rispetto delle normative aeronautiche, culminando in un provvedimento volto a impedire ulteriori voli non autorizzati.
L’imprenditore, figura di spicco nel settore dei laminati con l’azienda Olifer ereditata dalla famiglia, aveva formalmente informato le autorità e la società gestrice dell’area sciistica prima dell’atterraggio.
Tuttavia, questa comunicazione non è risultata sufficiente a evitare l’intervento dell’Enac, che ha proseguito con il procedimento avviato precedentemente, il 18 dicembre.
La decisione sottolinea l’intransigenza dell’ente nel garantire la flight safety e la salvaguardia dell’incolumità pubblica, elementi imprescindibili in un contesto di attività aeronautiche.
Gli episodi precedenti – un atterraggio il 13 dicembre, lo stesso comprensorio, e un volo non autorizzato sopra i 1600 metri vicino a Madonna di Campiglio, con una multa di 2.000 euro – hanno delineato un quadro di ripetute violazioni che hanno alimentato la preoccupazione dell’Enac.
La sospensione della licenza rappresenta una misura di stringenza, volta a prevenire ulteriori comportamenti rischiosi e a ribadire l’importanza del rispetto delle normative aeronautiche, soprattutto in zone ad alta densità turistica.
Il contesto si fa ancora più drammatico se si considera l’incidente del 2020 in Valle d’Aosta, un evento tragico che ha segnato profondamente la vicenda personale e legale dell’imprenditore.
Durante un rientro da una giornata di sci in quota, l’elicottero si è schiantato, fortunatamente salvando l’imprenditore con un ricovero in terapia intensiva a Berna, ma causando la morte del passeggero, Alfredo Buda.
L’episodio ha portato all’imputazione per omicidio colposo e a un patteggiamento di otto mesi con sospensione condizionale, un capitolo doloroso che ha gettato un’ombra sulla sua attività e sulla sua immagine pubblica.
L’attuale provvedimento dell’Enac non è quindi un atto isolato, ma l’epilogo di una serie di eventi che evidenziano la necessità di una maggiore responsabilità e un rigoroso rispetto delle regole, in un ambito dove la sicurezza e la tutela delle persone devono prevalere su qualsiasi altra considerazione.
La vicenda solleva anche interrogativi più ampi sulla gestione delle attività aeronautiche in contesti montani e sull’equilibrio tra passione per le prestazioni e obblighi di sicurezza.

